Ristorante Il Gargolo
Viterbo – “Gargolo, fieno, fritti e fantasia”. Il ristorante di piazza della morte, Viterbo. “la fantasia sta nel nome – raccontano i proprietari Alberto Biagetti, Sara Pratali ed Emiliano Milioni -. Un nome di pura fantasia. Ce lo siamo inventati di sana pianta. Così come per gioco abbiamo iniziato, qualche anno fa”.
Il vantaggio del nome? “Tutto social e online – rispondono -, perché quando vai a digitare questo nome su internet o da qualsiasi altra parte, veniamo fuori noi”.
Viterbo – Ristorante Il Gargolo
Si trova a piazza della morte, in pieno centro storico e a cavallo tra due tra i posti più belli e importanti della città. Piazza San Lorenzo, con la cattedrale, palazzo dei papi e la casa quattrocentesca che sta a lato del duomo, e il quartiere medievale di San Pellegrino. Tra i meglio conservati ed estesi d’Europa. Il cuore del turismo che approda a Viterbo. Anche questa una scelta di qualità. Subito dopo il ponte del colle del duomo, a sua volta polo culturale, gestito da diocesi ed Archeoares, tra i più notevoli della Tuscia.
“Avevamo un’attività sfitta in via San Pellegrino – ricordano Biagetti, Pratali e Milioni -, è da lì che abbiamo iniziato, sempre come soci. Le cose andavano bene, ma il posto era piccolo e i guadagni non permettevano di coprire le spese. Adesso le cose vanno decisamente meglio. Qui dove ci troviamo ora siamo all’incrocio di tutti i flussi turistici che arrivano. Una location che ci dà molta visibilità”.
Viterbo – Emiliano Milioni, Sara Pratali e Alberto Biagetti
A simboleggiare il Gargolo una bicicletta, l’altrove, l’andare oltre. La scelta di viaggiare lungo i sentieri del buon gusto. Quello della Tuscia.. “Il nostro menu – continuano a raccontare Biagetti, Pratali e Milioni – si caratterizza soprattutto per i prodotti della Tuscia. Dal cibo al vino. Territorio e filiera corta. Il fieno di Canepina, i formaggi, i salumi. Una cucina semplice, che guarda alla tradizione. Inoltre siamo sempre presenti, almeno uno di noi. In modo tale che ci sia sempre un punto di riferimento cui chiedere e avere una risposta, subito, in tempi rapidi e immediati. E siamo sempre aperti, tutti i giorni. Da mezzogiorno alle tre e dalle sette alle dieci di sera”.
Viterbo – Ristorante Il Gargolo
A caratterizzare il Gargolo “sono soprattutto i primi. Appunto il fieno, con il ragù o i funghi porcini, oppure il tonnarello al guanciale, pecorino e tartufo, un piatto che lavoriamo molto bene. Infine la frittura di pesce”. La costa laziale è a pochi chilometri, una cinquantina. A pochi passi dal centro storico. Con la Tuscanese a collegarlo con il viterbese. Passando per Tuscania, e le sue splendide basiliche di San Pietro e Santa Maria maggiore, per alcuni l’inizio del romanico. Fino ad arrivare a Montalto, terra di Maremma, o Tarquinia, con la necropoli etrusca, o ancora Civitavecchia, con il secondo porto più grande d’Europa.
Viterbo – Ristorante Il Gargolo
Infine I Pirati della bellezza, il festival della parola, del pensiero e dei diritti, ideato dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti. La seconda edizione c’è stata a ottobre, poco tempo fa. E il Gargolo è stato un approdo serale per scrittori, giornalisti e uomini delle istituzioni. Qui hanno cenato, qui hanno conosciuto, in molti casi non l’avevano mai visto, il centro storico di Viterbo.
Viterbo – Ristorante Il Gargolo
“Una bella esperienza – l’hanno definita Biagetti, Pratali e Milioni – siamo contenti di aver affiancato l’iniziativa. Sono venuti personaggi di spessore che ci hanno arricchito come immagine e cultura. Il personaggio che ci è piaciuto di più è stata Vladimir Luxuria. Pure Toni Capuozzo. Qui, grazie a Pirati, sono passati tanti personaggi. E con loro c’è stato sempre dialogo e confronto”.
Daniele Camilli
Fotogallery: Il Gargolo
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