Viterbo – “Chemical city lago di Vico, terminata la bonifica militare e ambientale della parte alta, il primo lotto. Si tratta di una bonifica definitiva. E abbiamo già fatto richiesta al demanio di entrare in possesso di questa zona per poterla destinare a progetti con finalità sociale”. A dare la notizia è il sindaco di Ronciglione, Mario Mengoni. Direttamente sulla sua pagina Facebook.
Ronciglione – La zona del primo lotto della Chemical city
“La bonifica dell’ex centro chimico – scrive Mengoni – è sempre stata oggetto di attenzione da parte dell’amministrazione comunale e siamo giunti a un importante punto di svolta, grazie all’attività portata avanti tra il comune, il 21° reggimento genio di Caserta, la direzione dei lavori e il demanio”.
La bonifica riguarda un’area di circa un ettaro e mezzo. “L’amministrazione comunale – prosegue il post di Mengoni – ha già inviato formale richiesta per la restituzione del bene alla collettività ronciglionese, così da poter4 destinare il sito a progetti con finalità sociale”.
Il sindaco di Ronciglione Mario Mengoni
La Chemical city del lago di Vico, una zona militare che si estende per 36 ettari sul territorio del comune di Ronciglione, è stata un bunker di produzione, probabilmente tra il 1935 e il 1944, e poi di deposito di armi chimiche. In quest’ultimo caso fino agli anni ’90.
Nella seconda metà degli anni ’90, durante la prima bonifica della zona militare, “vennero trovate – scrive Gianluca Di Feo nel libro Veleni di Stato – almeno 150 tonnellate di iprite del tipo più micidiale, mescolata con arsenico. In più c’erano oltre mille tonnellate di admsite, un gas potentissimo ma non letale usato contro le dimostrazioni di piazza. E oltre 40 mila proiettili di tutti i calibri. Dal terreno sono poi sbucate 60 cisterne di fosgene assassino, ciascuna lunga quattro metri; tutte in pessime condizioni, con evidenti lesioni e tracce di ruggine”.
Un’inchiesta di Tusciaweb, all’inizio del 2020, ha fatto poi emergere come la zona militare fosse stata lasciata nel più completo abbandono, con le recinzioni abbattute, gli edifici distrutti o pericolanti, i carotaggi in giro, tubature che perdevano liquido nero e centinaia di documenti militari bruciati o sparpagliati per tutta la Chemical. Senza considerare la gente che entrava e usciva, a proprio rischio e pericolo. Da quest’anno, inoltre, sempre Tusciaweb ha iniziato la pubblicazione di tutta una serie di documenti militari che attestano sia lo scarico di migliaia di granate al fosforo all’interno dell’area, di cui poco o nulla si sapeva, sia la “fatiscenza e precarietà”, come gli stessi documenti attestano, di diverse infrastrutture. Questo quando ancora la Chemical city era attiva e al suo interno lavoravano militari e civili. Così come che la conservazione di alcuni materiali contenuti al suo interno era già compromessa a partire dagli anni ’60.
Ronciglione – Un magazzino della Chemical city del lago di Vico
“Ad ottobre di quest’anno – conclude il sindaco Mengoni, raggiunto telefonicamente – partiranno i lavori del secondo lotto, quello riguardante la scarpata che porta verso il lago. E sempre ad ottobre, ma del 2024, toccherà al terzo, cioè la parte riguardante i magazzini, quella più difficile. Nella zona appena bonificata sono stati ritrovati soltanto ordigni a caricamento ordinario, cosa che potrebbe avvenire anche lungo la scarpata. Il terzo lotto, come dicevo, sarà probabilmente quello più difficile. Ma non ci si aspetta nulla di chimico, se non residui ordinari della seconda guerra mondiale”.
Daniele Camilli
Articoli: “Chemical city al lago di Vico: nel magazzino prodotti particolarmente sensibili per la sicurezza del personale e dell’ambiente” – Migliaia di bombe al fosforo scaricate nella Chemical city del lago di Vico
– I documenti militari: “Fatiscenza, precarietà, zone al buio e randagismo” della Chemical city – Le bombe al fosforo scaricate nella Chemical city del lago di Vico
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY