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Tribunale - Assolto con formula piena nonostante il mancato aiuto della moglie - L'accusa aveva chiesto un anno e mezzo per truffa aggravata allo stato

Finto single per il reddito cittadinanza, non era un furbetto ma un marito abbandonato

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Guardia di finanza

Guardia di finanza – foto d’archivio

L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato Franco Taurchini

Viterbo – (sil.co.) – “Non sono un finto single, ma un marito abbandonato”, si era difeso in tribunale, sperando nell’intervento risolutore della moglie.

Ebbene, ieri, nonostante la ex moglie non gli sia stata di aiuto, il giudice ha creduto alla buona fede del presunto furbetto del reddito di cittadinanza, incastrato nel 2020 dalla guardia di finanza che, incrociando i dati Inps con quelli anagrafici, ha scoperto che non era “single”, come dichiarato nella richiesta del sussidio, ma risultava residente sotto lo stesso tetto con la coniuge, pure lei percettrice di Rdc.

L’accusa ha chiesto una pesante condanna a un anno e mezzo di reclusione.

La difesa ha ottenuto l’assoluzione piena, con la formula “perché il fatto non sussiste” e adesso, alla luce della sentenza, è pronta a chiedere all’Inps la dazione delle somme bloccate e di cui ha chiesto il risarcimento. 

“Peccato che lei lo abbia abbandonato nel 2012 e non sia mai più tornata a casa”, aveva spiegato all’udienza dello scorso 2 marzo il difensore dell’imputato, avvocato Franco Taurchini, lasciando la parola all’imputato perché chiarisse i mancati rapporti avuti con la donna nell’ultimo decennio. 

Sia il legale che la pm avevano quindi chiesto un rinvio per sentire la moglie, per l’appunto a sua volta sottoposta a procedimento penale per truffa aggravata allo stato davanti a un altro giudice del tribunale di Viterbo, per gli stessi fatti. L’idea era quella di unificare i due procedimenti, per chiarire insieme come erano andati i fatti. 

“Ho provato a contattare la signora, spiegandole che era anche per il suo bene – ha spiegato Taurchini prima della discussione – ma non ha voluto saperne. D’altra parte, pur mantenendo la residenza nella casa coniugale nonostante avesse abbandonato il marito, tra loro non ci sono più stati rapporti, la convivenza non è mai più ripresa”.

Il fatto che il mio assistito in quella casa vive da solo è noto sia ai carabinieri, sia all’assistente sociale che lo ha aiutato a formulare la richiesta di reddito di cittadinanza. Semplicemente non sapeva che la moglie non aveva cambiato residenza”, ha ribadito il legale.


Articoli: Reddito di cittadinanza, il presunto furbetto: “Non sono un finto single, ma un marito abbandonato” – Furbetto del reddito di cittadinanza si finge single, ma lo scova la finanza


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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31 marzo, 2023

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