Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Trovo doveroso, dover ritornare sull’argomento a circa un mese di distanza dall’accaduto, per dare conto dei rilevanti aggiornamenti relativi alla vicenda di truffa e raggiro ai danni dei miei genitori ultrasettantenni.
Ho avuto il piacere infatti in questi giorni, di essere informato di persona dalla dirigenza della questura, dell’arresto dei colpevoli ad appena un mese dalla denuncia.
Non mi dilungo sul rammentare i fatti che sono stati già ben esposti in un precedente articolo dei primi di febbraio sulle pagine on-line di Tusciaweb.
Viterbo – Uno dei due arrestati ripreso dalle telecamere del bar
Voglio piuttosto approfittare di questo mezzo per ringraziare nella maniera più sentita le forze dell’ordine che hanno lavorato alle indagini e che sin della stesura del verbale, con umanità e professionalità, hanno accolto presso gli uffici della questura i miei genitori, due anziani increduli, sbalorditi e scossi per l’accaduto.
Proprio in questi giorni abbiamo appunto personalmente ricevuto, a nome della squadra mobile e della questura di Viterbo, la notizia del soddisfacente epilogo conclusosi come già detto con la cattura dei responsabili.
Quanto espresso è necessario, per debito di riconoscenza e gratitudine verso le forze dell’ordine e per sensibilizzare i soggetti vulnerabili e condizionabili a diffidare da situazioni ambigue simili.
Raccontare l’epilogo, affatto scontato, di una indagine che ha portato in appena un mese ad individuare e raggiungere i responsabili coordinando le ricerche anche sul territorio di un’ altra regione è una iniezione di fiducia verso le istituzioni e verso gli uomini e le donne che quotidianamente le rappresentano e le costituiscono.
Per questo, per tutto quanto è stato fatto e si farà i complimenti, la riconoscenza e la gratitudine di un cittadino e dei sui anziani genitori.
V. B.
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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