Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Sono i criminali che un anno fa hanno messo a segno un grosso colpo nel capoluogo

Truffarono coppia di prof in pensione, tre anni e tre mesi di carcere a due “trasfertisti”

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

 


Viterbo – Truffarono coppia di prof in pensione, condanna esemplare a tre anni e tre mesi di carcere a due “trasfertisti”. È il termine usato dagli investigatori per intendere i criminali campani in trasferta giornaliera nel vicino Lazio con auto a noleggio per “rapinare” anziani e fare subito rientro alla base. 

Sono stati condannati ieri a tre anni e tre mesi di reclusione i due truffatori campani privi di scrupoli che il primo febbraio dell’anno scorso sono riusciti a farsi consegnare 4900 euro in contanti e gioielli, spacciandosi per maresciallo dei carabinieri e avvocato, dicendo a una coppia di professori in pensione del capoluogo che il loro unico figlio, uno stimato professionista del capoluogo, si era messo nei guai facendo un incidente stradale. 

L’accusa aveva chiesto due anni e mezzo di carcere, ma il giudice Giovanna Camillo, dopo avere sentito il difensore di parte civile Marco Russo, ha elevato la pena tre anni e tre mesi, disponendo una provvisionale di 10mila euro in vista di un più cospicuo risarcimento da quantificare in sede civile. In tribunale c’erano come sempre le vittime, mentre non si sono mai visti gli imputati.

Imputati due 35enni napoletani in trasferta, che avevano provato ad ottenere la sospensione del processo con la messa alla prova inviando una lettera di scuse e un assegno di 500 euro alle vittime a titolo di risarcimento. “Senza mai presentarsi in tribunale per dimostrare davanti a vittime e magistrati il proprio pentimento, né adoperarsi per la restituzione dei gioielli o offrire in cambio il giusto risarcimento”, come ha fatto notare con veemenza l’avvocato Russo durante la discussione di ieri pomeriggio.

A proposito del tema cruciale dell’identificazione degli autori. “È avvenuta – ha ricordato Russo – grazie al prezioso lavoro investigativo della squadra mobile di Viterbo rappresenta in aula dall’ispettore Luigi Romano che ha ricostruito tutte le indagini coadiuvato dall’ispettore Pietro Settembri che ha proceduto ad estrapolare le immagini catturate dalle telecamere della videosorveglianza cittadina”.


Viterbo - Uno dei due arrestati ripreso dalle telecamere del bar

Viterbo – Uno dei due arrestati ripreso dalle telecamere del bar


“La chiusura del cerchio – ha proseguito – è avvenuta grazie al colpo di fortuna che è consistito nel controllo della vettura noleggiata dai due, che lo stesso giorno del fatto è stata fermata dalla polizia stradale prima di Caserta e due giorni dopo di Cassino, consentendo di giungere alla identificazione dei due”.

Il legale ha ricordato quindi le provvidenziali telecamere che hanno ripreso i banditi mentre prendevano un caffè al bar di piazza del Teatro e poi in piazza delle Erbe mentre si dirigevano al Monte dei Paschi per fare l’ultimo prelievo da 250 euro.

“Chiedevano oro, oro, oro. Non bastava mai. Hanno preteso perfino la fede nuziale dalla mia assistita – ha proseguito il legale – nonostante li implorasse di lasciarle almeno quella”.

“Hanno usato modalità agghiaccianti – ha detto al giudice – esercitato una incredibile pressione psicologica, usato toni incalzanti e petulanti. È evidente il contesto criminale, l’appartenenza a un gruppo criminale, dalle modalità senza scrupoli usate per ‘rapinare’ le parti offese al noleggio delle vettura fatto da terzi, fino alla trasferta pianificata, con partenza dalla Campania alle 6.50 per Viterbo e rientro, quando però erano già tracciati grazie alla scatola nera della vettura a noleggio”. 

Silvana Cortignani


Video: Coppia di anziani truffati, in manette due 34enni


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


Condividi la notizia:
5 aprile, 2024

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/