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Viterbo - Il 26 agosto l'ultimo trasporto da capofacchino: "Quando lasci qualcosa che fai da così tanto tempo ti viene il magone" - A lui l'omaggio della città e del Sodalizio, il leone e la fascia blu
Viterbo – In via Alessandro Volta, la fermata del bar Dei dove c’è stata la prima girata di Armonia celeste, a un certo punto gli si avvicina una persona che gli chiede: “Adesso che lasci cosa farai?”. Lui si gira, lo guarda, alza le spalle, curva le ciglia, sorride e gli risponde: “Annamo a giocà a carte giù al Sacrario”.
Santa Rosa – Il trasporto della minimacchina del Pilastro Armonia celeste – Pino Loddo
Pino Loddo, da 50 anni alla guida della minimacchina del Pilastro, storico quartiere a nord ovest della città. Il quartiere delle case popolari dove si sono formati in molti. Quartiere multietnico che nei nomi delle vie ricorda i fondamenti della repubblica. Il quartiere che fino a un paio di anni fa vantava un circolo Arci inaugurato il 1° gennaio del 1948, il giorno dell’entrata in vigore della costituzione. Il Pilastro, la Catalogna di Viterbo per il legame con le radici e il profondo senso di identità che si porta appresso. E Pino Loddo, del quartiere, e della città nel suo insieme, ne è stato uno dei migliori figli in assoluto.
Pino Loddo è stato, ed è, un uomo, un padre, un capofacchino che lasciato un segno indelebile nella storia della città, crescendo generazioni di ragazzi diventati poi uomini nel vero senso della parola. E assieme a loro due figli, Angelo e Massimo, che negli anni ne hanno raccolto il testimone in maniera mirabile. Il 26 agosto il suo ultimo trasporto da capofacchino della minimacchina.
Viterbo – Armonia celest alla fermata del bar Dei
“Se pensi che lasci – ha confidato Loddo quando la macchina s’era appoggiata su una delle tante fermate, diretta a viale Bruno Buozzi – ti viene il magone. È inutile, quando lo fai per tanti anni e hai cresciuto così tanti ragazzi, il magone ti viene”. Ma a prevalere, anche l’altro ieri, era il senso di responsabilità verso i suoi facchini. “Non mi faccio mai vedere emozionato dai ragazzi, altrimenti la macchina non cammina. L’emozione me la tengo dentro, mi sfogo dopo”.
Poi le radici, che affondano nel passato, nel dedicare i suoi 50 anni di attività. “Li dedico tutti a Nello Celestini, perché è stato il mio maestro ed è stato lui che ha voluto che facessi il capofacchino. Poi ci sono tante persone che stanno accanto al mio cuore. Non so chi mi sostituirà, non è stato ancora deciso. Ma se serve un consiglio, la mia disponibilità c’è sempre. Per il resto, il mio tempo lo trascorrerò tutto con la mia famiglia”.
Minimacchina di santa Rosa – Pino Loddo
Il giorno del trasporto, la città e il Sodalizio gli hanno voluto dedicare il riconoscimento più alto. La sindaca Chiara Frontini gli ha donato un leone, simbolo di Viterbo, e il suo personale stemma cittadino. Il Sodalizio, la fascia blu del capofacchino e del presidente del Sodalizio stesso. Non era mai accaduto prima nella storia dei trasporti delle minimacchine. Un omaggio di altissimo livello attorno al quale si muove tutta la comunità viterbese.
Viterbo – Armonia celeste in viale Bruno Buozzi
“Pino è stato sicuramente una persona che ha donato alla città di Viterbo tutto se stesso e un lavoro enorme – ha detto il presidente del Sodalizio dei facchini, Massimo Mecarini -. Pino ha preparato generazioni di ragazzi, molti dei quali sono diventati facchini della macchina principale. Quindi a Pino va tutto l’onore e il merito. Per il suo enorme servizio”.