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Viterbo - Il capofacchino Rossi al raduno all'Unione - L'emozione di Raffaele Ascenzi, l'incitamento del presidente Mecarini e il ruggito del leone - Il giro delle sette chiese - FOTO E VIDEO
Viterbo – Il ruggito del leone, i nuovi facchini, 12 e 3 sono fratelli, l’emozione di Raffaele Ascenzi per l’ultimo trasporto di Gloria, le ragazze tra i mini facchini al centro storico e l’idea d’intitolare a Santa Rosa l’ospedale di Belcolle.
Santa Rosa – Viterbo – Raduno dei facchini – Rossi e Mecarini
La sintesi di un’ora e mezza di raduno dei facchini al teatro dell’Unione. Sintesi degli argomenti, mentre è sempre complicato far passare le emozioni trasmesse da chi fra poche ore porterà sulle proprie spalle la Macchina.
Viterbo – Santa Rosa 2023 – Il giro delle sette chiese
Gli onori di casa sono come sempre a cura del presidente Massimo Mecarini, chiude il capofacchino Sandro Rossi. “Dopo lo scorso anno di rodaggio – ricorda Rossi – abbiamo messo a punto tutto a punto, insieme”.
Davanti ha i 12 nuovi facchini: “Tre di loro sono fratelli – ricorda Rossi – li abbiamo presi senza saperlo. Andranno fra le corde, una responsabilità grande. Dipende da loro la riuscita perfetta del trasporto.
Senza i ragazzi delle corde, la macchina non va su per la salita. Il ciuffo può essere forte quanto vuole, ma senza di loro non sale.
Non si sceglie di essere facchini, lo si è per vocazione”. Poi propone una novità. Inedita. Il ruggito del leone. Eseguito da tutti i facchini in sala.
Un modo per rompere la tensione e la solennità del momento. “Quando la facciamo – continua Rossi – ridiamo tutti. Ci divertiamo con queste cose”. Sul trasporto: “Daremo il massimo, il percorso è più corto ma fa caldo. Però porteremo a casa Santa Rosa”.
Massimo Mecarini saluta il fotografo del Sodalizio Morbidelli. Non farà il trasporto per un piccolo incidente, ma è al raduno. Ricorda i 45 anni del Sodalizio e i 10 dal riconoscimento Unesco e ringrazia il comitato centro storico per le ragazze che sono entrate fra i mini facchini.
“Le donne – osserva Mecarini – hanno una marcia in più. Ho sentito parole scandalose da parte di chi non è d’accordo, perché ritengono che così si rompa la tradizione. Invece la tradizione si aggiorna, è figlia dei tempi”.
Le cene record in piazza e un ultimo pensiero ai facchini che ha di fronte: “Siete meravigliosi e porterete Gloria, facendola volare. Rendiamo onore a Santa Rosa”. Alla patrona ha pensato anche Daniele Sabatini.
Il consigliere regionale ha avuto un’idea, condivisa col commissario Asl Egisto Bianconi: “Ci siamo posti una domanda e ne stiamo verificando la fattibilità. Esistono gli ospedali San Camillo, Sant’Andrea e allora perché Belcolle, luogo di cura e di speranza, non intitolarlo a Santa Rosa?”. L’idea è piaciuta.
Il clima quest’anno è frizzante, per la sindaca Chiara Frontini “Da tempo non si sentiva così”. Orgogliosa di Elena e dell’ingresso di ragazze fra i mini facchini del centro storico: “Mi ha smosso il cuore – continua Frontini – come sono orgogliosa di tutti i facchini che rinnoveranno il miracolo di portare il cuore di Rosa a casa. Gloria è una macchina fantastica e Viterbo si merita un grande trasporto. Con forza, devozione e determinazione che solo voi sapete fare quando siete là sotto”.
Raffaele Ascenzi, l’ideatore di Gloria, è visibilmente emozionato. Siamo all’ultimo trasporto della sua creatura: “Dovevano essere cinque anni, poi il tempo si è allungato. Tuttavia, il giorno è arrivato. Mi sono preparato anche spiritualmente. Ho voluto vivere intensamente tutte le feste simili alla nostra, partendo da Ponza. Le lacrime sicuramente arriveranno, è davvero molto difficile per me”.
Poi si rivolge ai facchini. “Questa macchina che portate sulle spalle – dice Ascenzi – non contiene solo allegorie, ma lo spirito di una città, l’attaccamento alla propria santa. Contiene tanti nomi, sono un simbolo che rappresenta tutta la città. Non sapete questo quanta gioia mi ha dato”.
È l’ultimo anno anche per il costruttore Vincenzo Fiorillo. “L’entusiasmo è come il primo. Noi abbiamo fatto solo il nostro lavoro, realizzando macchina. Il rammarico c’è, abbiamo dato tanto. Un grazie particolare alle nostre famiglie, di sicuro abbiamo loro tolto del tempo importante”.
Antonio Cananà, da prefetto guarda alla sicurezza. “Non è facile l’organizzazione – spiega il prefetto – il comune non ha lesinato risorse, presentato un buon piano di sicurezza, tempestivamente Il comune e non solo, anche la provincia, i carabinieri, le forze armate, la questura e ovviamente la prefettura. Abbiamo operato in perfetta unità d’intenti”. Altro modo di dire, siamo tutti d’un sentimento.
“Ora tocca ai facchini – continua Cananà – hanno fatto parte anche loro della squadra. Occorre bilanciare le esigenze della sicurezza con le ragioni della tradizione e della festa”.
È il primo trasporto per il vescovo Orazio Francesco Piazza. Riceve anche lui il fazzoletto del Sodalizio. Ricorda la prova cui i facchini devono sottoporsi: “Ma accanto alle prove fisiche, abbiamo unito quelle spirituali. Tre stupendi incontri, chiudendo con una celebrazione preparatoria insieme alle famiglie”. Stasera sarà alla partenza, a San Sisto. “Non dobbiamo spaventarci per le cose complesse, ma viverle in modo cose, nel rispetto reciproco. Con tre caratteristiche, consapevolezza, fierezza e gioia. Viviamola così e ne godremo i frutti”.
Il presidente della provincia Alessandro Romoli punta a coralità e unicità, due caratteristiche del trasporto. “L’iniziativa – osserva Romoli – più rappresentativa della provincia. Che scandisce anche i tempi della società civile. Quello che si dice, dopo santa Rosa”. Gli fa eco Mauro Rotelli, deputato FdI anche lui sul palco. “Sarebbe carino che la politica quando parla di dopo santa Rosa – scherza Rotelli – dica anche di quale anno”. Torna sull’accordo fra Sodalizio ed Enit, ricordato poco prima da Pappalardo.
Patrizia Nardi della rete delle Grandi macchine a spalla ringrazia per le ragazze entrate fra i mini facchini del centro storico. “Questo – precisa Narsi – nella rete vuol dire avere raggiunto uno degli obiettivi Unesco, la parità di genere”.
C’è spazio anche per Pino Loddo, dopo 50 anni di trasporti lascia il suo ruolo da capofacchino al Pilastro. Lo ringrazia il presidente emerito del Sodalizio Lorenzo Celestini. “Dirti grazie sembra poco – spiega Celestini – 50 anni si sentono, ma non se ne va così. Pino Loddo rimane, auguri per il futuro”.
Un ricordo di Alessio Paternesi, l’artista che fra l’altro ha realizzato il monumento ai facchini a piazza della Repubblica. E fra un’emozione e l’altra è tempo di andare. In formazione, lungo le vie della città, per il consueto giro delle sette chiese e poi il ritiro.
A piazza della Repubblica l’omaggio del Sodalizio al maestro Alessio Paternesi, proprio attorno al monumento dedicati ai facchini, realizzato dall’artista. Bambini in divisa, che per la prima volta hanno sfilato, si sono messi attorno al monumento e dopo le parole di Mecarini, è partito un lungo applauso.
Viterbo – Santa Rosa 2023 – Il giro delle sette chiese – Il vescovo Francesco Orazio Piazza , Massimo Mecarini, Sandro Rossi
Il ritiro al boschetto, ultima fase per concentrarsi e poi di nuovo lungo il percorso, dal santuario di santa Rosa fino a San Sisto dove ad attendere i facchini c’è Gloria.