Viterbo – “Cpia via Saffi, individueremo una soluzione che consenta la piena attività dell’istituto”. Così il vice sindaco Alfonso Antoniozzi che ieri mattina ha incontrato gli studenti e i docenti del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti che stavano manifestando in piazza del plebiscito per chiedere di risolvere il problema delle caldaie che costringe ragazze, ragazzi e professori a fare lezione al freddo, con cappotti, cappelli, guanti e stufette portatili.
Viterbo – La manifestazione del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti
Così come di individuare subito dei locali idonei alla prosecuzione dell’attività didattica che consentano di fare lezione sia la mattina che il pomeriggio, con tanto di segreteria a portata di mano visto che la maggior parte degli studenti non conoscono l’italiano e vanno al Cpia per impararlo.
Ieri mattina studenti e docenti hanno fatto lezione sotto palazzo dei Priori. “Perché – come hanno detto i ragazzi – in aula si gela. Almeno per strada c’è il sole”. Una centinaio i ragazzi in piazza. Con loro una decina di docenti e le sigle sindacali Flc Cgil, Uil scuola, Snals, Uila e la Rete antitratta.
Viterbo – Il vice sindaco Alfonso Antoniozzi
“Alla fine della lezione dimostrativa – ha spiegato poi Antoniozzi – ho parlato personalmente, insieme alla consigliera Rosanna Giliberto, agli allievi e al personale in piazza prima, e a una delegazione poi, garantendo loro la presa in carico del problema della sede del Cpia, cosa che non succede certo da oggi ma dallo scorso ottobre. Abbiamo individuato una sede definitiva e disponibile dal prossimo anno scolastico”.
Viterbo – La manifestazione di studenti e docenti del Cpia in piazza del Plebiscito
“Abbiamo inoltre proposto una soluzione transitoria – ha aggiunto Antoniozzi – che però garantisce solo la prosecuzione dei corsi pomeridiani, e questa soluzione non è stata considerata sufficiente. È ferma volontà dell’amministrazione fare tutto quello che è possibile perché si arrivi a una veloce risoluzione del problema individuando una soluzione temporanea che consenta la piena attività dell’istituto, ovviamente tenendo sempre conto dei necessari tempi amministrativi”.
Viterbo – La manifestazione di studenti e docenti del Cpia in piazza del Plebiscito
I problemi del Cpia sono essenzialmente due. Il primo, una delle due caldaie in via Saffi si è rotta. Andrebbe sostituito un bruciatore che costerebbe 15 mila euro. Un pezzo difficile da trovare. L’amministrazione provinciale, considerando che i locali in cui si trova la scuola adesso sono di palazzo Gentili, si è attivata per richiedere il pezzo, ma, come ha precisato il presidente Alessandro Romoli, i tempi sono lunghi. Ciò significa che la situazione non cambierà e le aule continueranno ad essere senza riscaldamento. Non solo, ma la provincia ha chiesto da diverso tempo di rientrare in possesso dei locali, cosa che dovrebbe sicuramente fare una volta terminato l’attuale anno scolastico. Detto ciò, la scuola è in carico al comune di Viterbo che si sta muovendo per trovare una sede in vista del prossimo anno e una soluzione temporanea per quello in corso.
Viterbo – La manifestazione di studenti e docenti del Cpia in piazza del Plebiscito
Una soluzione temporanea che, come chiedono docenti e studenti, “deve garantire le lezioni sia la mattina che il pomeriggio, altrimenti molti ragazzi rischiano di non frequentare più le lezioni e non prendere gli attestati necessari. Cosa che si potrebbe ripercuotere sul mantenimento del permesso di soggiorno e non da ultimo sul lavoro”. Nel frattempo, con quella di ieri, gli studenti sono arrivati alla terza mobilitazione in meno di due mesi. Due scioperi e una manifestazione in piazza per far sentire la loro voce.
Molti studenti sono stranieri, provenienti da più continenti, in Italia anche da pochi mesi. Non solo, ma tanti di loro vengono da diversi punti della Tuscia con grossi sacrifici in termini di spostamenti e di conciliazione dei tempi di vita, lavoro e familiari.
Il Cpia, quelle che un tempo venivano chiamate le scuole serali, eroga corsi di alfabetizzazione della lingua italiana che all’interno del Quadro comune europeo di riferimento delle lingue consentono di acquisire il livello A2, valido anche ai fini del permesso di soggiorno.
Viterbo – La manifestazione di studenti e docenti del Cpia in piazza del Plebiscito
All’interno del Cpia si tengono corsi di primo livello, primo e secondo periodo didattico. Al termine del primo periodo didattico viene rilasciato il titolo di studio del primo ciclo di istruzione, ossia la licenza media. Alla fine del secondo periodo didattico, invece, gli studenti acquisiscono la certificazione delle competenze di base relative al primo biennio della secondaria di secondo grado e quindi all’obbligo scolastico. Sono circa 450 gli iscritti al Cpia di Viterbo, scuola che fa anch’essa capo al ministero dell’istruzione. La presenza giornaliera è di 70-80 studenti che ruotano su orari distinti in base ai diversi corsi frequentati. I minori sono 42, 53 le persone che posseggono già una laurea nel paese di provenienza. La maggior parte degli iscritti sono stranieri provenienti dall’Africa centrale (Costa d’Avorio, Senegal, Gambia, Nigeria), Asia (Bangladesh, Sri Lanka, Turchia, Afghanistan, Filippine), nord Africa (Tunisia, Marocco, Algeria), Europa dell’est (Russia, Ucraina, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ungheria) e sud America (Venezuela, Brasile, Colombia).
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: La manifestazione in piazza del Plebiscito – Video: La lezione in piazza di docenti e studenti del Cpia
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