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Viterbo - Intervista al 40enne che nella sera del 14 febbraio ha ricoperto la macchina con giornali e accanto ha messo tacchi a spillo e mutandine di pizzo rosse: "Chiedo scusa alla prima cittadina e le vorrei regalare una mia opera. Siamo in un'epoca di sentimenti virtuali e volevo far riflettere su come si amoreggiava 40 anni fa, accanto alla macchina avevo posizionato anche delle scarpe da uomo" - FOTOCRONACA

“Non sapevo che quella fosse l’auto della sindaca Frontini, non era un gesto sessista o politico…”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo – “Chiedo scusa alla sindaca. La mia era una performance artistica collegata alla serata di San Valentino. Non un gesto che voleva colpire qualcuno, tantomeno una persona in particolare. Nessun intento sessista o politico, non sapevo che quella fosse la macchina di Chiara Frontini. Volevo solo riprodurre artisticamente un incontro amoroso e far riflettere su come il corteggiamento di oggi sia molto diverso da quello di quaranta anni fa, dal momento in cui siamo in un’epoca in cui ci troviamo sempre più a vivere sentimenti virtuali”. È con queste parole che il 40enne di Viterbo spiega quanto fatto nella sera del 14 febbraio. Sarebbe infatti lui l’autore del gesto che ha visto i vetri della macchina della sindaca Frontini ricoperti di giornali. Accanto alla Lancia Y, appoggiate sulla strada, anche un paio di scarpe con i tacchi a spillo e sopra delle mutandine di pizzo rosse. Sulla maniglia dell’auto anche un cartellino con la scritta “Do not disturb”. 


La macchina della sindaca Chiara Frontini con i giornali e vicino un paio di scarpe a spillo e un paio di mutandine rosse

La macchina della sindaca Chiara Frontini con i giornali e vicino un paio di scarpe a spillo e un paio di mutandine rosse


La macchina, che era posteggiata in via Garibaldi davanti a un negozio di alimentari, è stata ritrovata così il 15 febbraio mattina. Una vicenda singolare su cui comunque indagano gli uomini della digos della polizia di stato. Sul posto questa mattina è infatti intervenuta la polizia scientifica per i rilievi.

Nella giornata di ieri tanti i messaggi di cordoglio per la prima cittadina. Un atto condannato da più forze politiche, associazioni e organizzazioni. Diversi i messaggi di solidarietà. Ma quello che poteva sembrare un attacco, di pessimo gusto e anche sessista, in realtà sarebbe tutt’altro. Una performance artistica. E a spiegarlo è proprio il 40enne di Viterbo che, tramite il suo avvocato Lorenzo Marinetti ha contattato Tusciaweb. In giornata il diretto interessato, insieme al suo avvocato, dovrebbe recarsi dalla polizia per riferire sulla vicenda e chiarire tutto. 


La macchina della sindaca Chiara Frontini addobbata, l'intervento della scientifica

La macchina della sindaca Chiara Frontini addobbata, l’intervento della scientifica


“La mia era una performance – spiega -. Non sapevo fosse la macchina della sindaca. Credevo fosse di un’altra persona che conosco e che pensavo avrebbe reagito semplicemente con una grossa risata. Tutto è nato in riferimento anche alla serata di San Valentino”. 

Il collegamento quindi con il 14 febbraio e con un accessorio per vivere la realtà virtuale aumentata. “Avevo visto che sono usciti degli occhiali con cui le persone percepiscono una realtà virtuale che si va a mescolare con la vita reale – racconta -.  Allora io mi sono ricollegato alla serata di San Valentino e a come oggi, sempre più spesso, vengono vissuti i rapporti. Credo che infatti ci troviamo sempre più a vivere corteggiamenti virtuali, andando così a dimenticare come un tempo erano i rapporti sentimentali. E da qui è nata l’idea di una performance artistica. Una sorta di provocazione che potesse riportarci indietro. Quaranta anni fa in Italia non era infatti insolito vedere delle coppiette che si appartavano per amoreggiare in macchina. Con questo ovviamente non volevo neanche assolutamente dire alla sindaca che andrebbero creati spazi appartati per permettere alla coppie di incontrarsi. Assolutamente no. Ribadisco, era soltanto una performance artistica”.


La macchina della sindaca Chiara Frontini con il cartellino rosso "do not disturb"

La macchina della sindaca Chiara Frontini con il cartellino rosso “do not disturb”


E in effetti la scena sembrava voler simulare un incontro in macchina di una coppia, come si vede in certi film. E il 40enne sottolinea che non era un attacco diretto: “Non è un gesto collegato a qualcuno in particolare. Non voleva colpire né le donne né gli uomini. Nessun intento sessista collegato alla violenza sulle donne. Ma neanche nessuna volontà di riferirmi alla sindaca in quanto tale, per il suo ruolo istituzionale. Non si è quindi trattato neanche di un attacco politico”.

Ma non basta, l’uomo continua con la sua spiegazione.

“Era una performance – precisa il 40enne -. Io sono un artista e in passato ho fatto diverse altre performance. Per farle un esempio, una volta ho lasciato un quadro all’interno di una galleria di arte moderna e sono stato poi contattato dalla direttrice, che mi mandato una mail e mi ha rispedito il quadro. Questo per farle presente che con le mie performance non ho mai avuto dei problemi. Non sono mai gesti contro una persona. Non sono mai un attacco diretto verso qualcuno. Così come in questo caso, non sapevo che fosse la macchina della sindaca”.


La macchina della sindaca Chiara Frontini addobbata, l'intervento della scientifica

La macchina della sindaca Chiara Frontini addobbata, l’intervento della scientifica


Il 40enne chiarisce anche i dettagli della scena che ieri mattina la sindaca Chiara Frontini e le autorità si sono trovati davanti. Dando anche indicazioni su un particolare in più. “Anche i tacchi a spillo e le mutandine servivano a rafforzare il gesto artistico – ha chiarito -. Così come il cartello ‘Non disturbare’. E poi se da un lato della macchina c’erano le scarpe da donna, dall’altro lato della macchina avevo posizionato in strada delle scarpe da uomo. Proprio a indicare la scena di amoreggiamento tra una coppia, con un uomo e una donna all’interno della macchina”.

Ed ecco quindi le scuse rivolte a Chiara Frontini e la volontà di incontrarla. “Chiedo scusa formalmente alla sindaca perché non ho niente contro di lei. Non volevo fare nessun riferimento né politico né sessista – racconta -. Era una performance per mandare un messaggio e far riflettere su determinati aspetti della nostra società. Mi dispiace per tutto quello che si è pensato, purtroppo non sono riuscito a veicolare correttamente il mio messaggio. Il mio dispiacere anche per aver colpito involontariamente la sindaca. Ed è per questo che la vorrei omaggiare di una mia opera proprio per scusarmi e cercare di farle capire le mie reali intenzioni. Mi farebbe piacere se la sindaca accettasse in futuro una mia opera”. 

Rimane quindi il dispiacere per non aver trasmesso correttamente un messaggio artistico. “Se avessi voluto fare un gesto contro la sindaca, magari non lo avrei fatto in una via che è tra le principali della città – conclude -. Tra l’altro ho messo giornali e quant’altro in un orario non tardo. Potevano essere all’incirca le 22,30. Vorrei anche sottolineare che tutte le mie performance non deturpano l’ambiente, gli edifici o altro. E soprattutto con la mia arte non colpisco mai qualcuno nello specifico. Fare performance è un costume generalizzato che gli artisti da sempre portano avanti”. 

Maurizia Marcoaldi


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Articoli: L’avvocato Lorenzo Marinetti: “Una performance legata alla serata di San Valentino, nessun collegamento con la sindaca Frontini”  – Chiara Frontini: “Imbarazzante tentare di giustificare l’espressione di una certa mentalità con il termine performance…” – Chiara Frontini: “Ultimamente ci sono state diverse azioni per minare la mia serenità personale e come amministratore” – L’avvocato Lorenzo Marinetti: “Un gesto artistico fatto da un performer sulla macchina sbagliata…” – Fraticelli (FI): “Nessuno può azzardarsi ad attaccare la prima cittadina in quanto donna” – Ciambella, Per il bene comune: “Gesto vile verso la sindaca, ferma condanna verso ogni forma di discriminazione di genere e violenza” – Cna Viterbo e Civitavecchia: “Un attacco sessista contro una donna a capo di un’istituzione, sostegno alla sindaca” – Maria Beatrice Ranucci e Sara Paraluppi, Coldiretti: “Episodio inquietante e sessista, vicini alla sindaca Frontini” – Susanna Ceccardi, Lega: “Atto vandalico a sfondo sessista, un inaccettabile gesto da vigliacchi” – Marietta Tidei, Iv: “Mi auguro che le forze dell’ordine facciano subito chiarezza sugli autori” – Coordinamento provinciale Lega: “Vicenda inquietante per i contorni e i significati oltremodo offensivi” – Gruppo Pd: “Atto lesivo della dignità di una donna che condanniamo con fermezza” – Centro studi criminologici: “Gesto riprovevole ai danni della sindaca, offensivo come donna e come rappresentante dell’intera comunità” – Italia Viva Viterbo: “Un gesto di cattivo gusto, deplorevole e da condannare senza esitazioni” – Alessandro Romoli: “Inaccettabile atto di vandalismo a sfondo sessista, solidarietà alla sindaca Frontini” – Massimo Erbetti, M5s: “Scarpe con tacchi a spillo e mutandine rosse nulla hanno a che fare con la politica” – Associazione Kyanos: “La donna al potere e il successo femminile può far paura, solidarietà alla sindaca Frontini” – Gruppo FdI: “La goliardia non c’entra è un chiaro messaggio sessista” – La macchina della sindaca Frontini con giornali sui vetri e davanti scarpe tacco a spillo e mutandine rosse


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16 febbraio, 2024

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