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Schianto mortale auto-furgone, assolta la conducente della vettura

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Viterbo – (sil.co.) – Coinvolta in un incidente mortale, è stata assolta dalle accuse di omicidio e lesioni stradali dopo tre anni. 

Si tratta di Valentina Brachino, la donna che era alla guida della vettura Bmw 320 diretta verso Viterbo che, attorno alle 21,15 di sabato 27 marzo 2021, si è scontrata, al chilometro 4 della Tuscanese, con il furgone Fiat Scudo condotto  dal 41enne viterbese Paolo Sganappa, deceduto sul colpo nello schianto, che viaggiava nella direzione opposta. Era accusata anche di lesioni stradali, in quanto nel sinistro, oltre a lei stessa, rimase ferita anche la madre che viaggiava sulla sua stessa vettura,

Valentina Brachino, 35 anni, difesa dall’avvocato Daniele Rossi, è stata prosciolta nei giorni scorsi da tutte le accuse dal giudice Savina Poli davanti alla quale è stata giudicata col rito abbreviato. Quella sera viaggiava in auto con la madre. Entrambe rimasero incastrate tra le lamiere. Ad avere la peggio fu la figlia, che per l’appunto era al volante, rimasta ricoverata in ospedale per tre mesi e poi costretta a una lunga riabilitazione a causa della gravità dei traumi riportati, che le hanno lasciato una invalidità permanente. 

L'avvocato Daniele Rossi

L’avvocato Daniele Rossi


“Problemi di salute che hanno cambiato per sempre la vita della mia assistita – sottolinea l’avvocato Daniele Rossi – la quale ha dovuto anche portare il peso, in tutti questi anni, di essere additata come colpevole dell’incidente e della morte dell’altro conducente. La famiglia della vittima era pronta a chiedere un risarcimento record”.

Entrambi erano molto conosciuti. Sganappa, che ha lasciato la compagna e un bombo piccolo, viveva a Monterazzano e lavorava nel campo delle macchine da caffè.Valentina Brachino era stata candidata alle elezioni regionali e poi alle elezioni amministrative di Viterbo nel 2018 per la Lega. 

“Le veniva imputato – spiega ancora il legale – di avere concorso al sinistro invadendo all’altezza di una curva l’opposta corsia di marcia, mentre così non era, come dimostrato dalla consulenza tecnica dell’ingegnere Sergio Franchino, secondo cui la vettura era correttamente posizionata sulla carreggiata, come provato dall’acqua fuoriuscita sull’asfalto in seguito alla rottura del radiatore”.

I rilievi furono eseguiti dalla polizia stradale, intervenuta sul luogo del sinistro con il 118 e i vigili del fuoco. 


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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