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Tribunale - Si è chiuso l'ultimo dei processi scaturiti dalle reciproche denunce - Finora entrambi erano stati assolti

Gonfiò di botte il fratello, condannato a un anno e 10mila euro di provvisionale

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Corrado Cocchi

Corrado Cocchi

L'avvocato Luca Paoletti

L’avvocato Luca Paoletti

Arlena di Castro – (sil.co.) – Gonfiò di botte il fratello, condannato a un anno e 10mila euro di provvisionale.

Si è chiuso venerdì davanti al giudice Daniela Rispoli l’ultimo dei processi penali che nell’ultimo decennio ha visto contrapporsi in vesti alterne di parti offese e imputati due fratelli del comprensorio del lago di Bolsena.

Finora erano fermi a un’assoluzione ciascuno, tre giorni fa invece per uno dei due è arrivata una condanna.

È finita con la condanna del fratello difeso dall’avvocato Luca Paoletti, cui è stata inflitta una pena di un anno di reclusione con sospensione della pena per lesioni gravi ai danni dell’altro – parte civile con l’avvocato Corrado Cocchi – per fatti risalenti al mese di settembre del 2016.

Il giudice ha inoltre condannato l’imputato a una provvisionale di 10mila euro, in vista di un più cospicuo risarcimento dei danni da quantificare in sede civile. Il fratello imputato, in particolare, avrebbe colpito violentemente il congiunto con una pala provocandogli lesioni.

Lo scorso mese di novembre l’attuale parte civile, difeso sempre da Cocchi, è stato assolto con formula piena dall’accusa di lesioni aggravate per avere preso a bastonate il fratello l’11 maggio 2015 nelle campagne di Arlena di Castro, in località Banditaccia. Per la presunta vittima si parlò di una prognosi complessiva di 110 giorni, messa sempre in dubbio dalla difesa.

Il fratello che venerdì è stato condannato a un anno, invece, nel dicembre del 2022 era stato assolto a sua volta in un altro processo dall’accusa di furto per avergli rubato secondo l’accusa quattro cavalli. 

Era l’edizione 2014 della festa di Sant’Antonio che si celebra ogni anno a Piansano. Il fratello imputato avrebbe prestato uno dei cavalli del fratello  parte civile agli organizzatori della manifestazione religiosa che lo hanno fatto sfilare per le vie del paese, cavalcato da una ragazza. Infine, avrebbe venduto i cavalli e poi fatto denuncia di smarrimento. 


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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8 aprile, 2024

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