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Tribunale - Imputato anche di stalking un quarantenne - In buona fede la vittima tredicenne

Accusato di violenza sessuale assolto: “Frainteso a causa del sorriso perenne stampato sulla faccia”

di Silvana Cortignani
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Civita Castellana – Assolto dall’accusa di violenza sessuale e stalking il presunto pedofilo di Civita Castellana finito a processo davanti al collegio con l’accusa di avere tentato di adescare una tredicenne. Ma nessuno ha messo in discussione la buona fede della vittima. L’imputato, infatti, sarebbe stato frainteso dalla presunta vittima, per colpa del sorriso perenne che ha stampato sul suo volto e che rivolge indistintamente a tutti quelli che incontra. Al punto da essere vittima di bullismo da parte del branco.


Violenza su minore - Foto di repertorio

Violenza su minore – Foto di repertorio


Avere sussurrato “sei bellissima” non basta a connotare il reato di violenza sessuale, da cui l’imputato è stato prosciolto per insussistenza del fatto. Così come i frequenti incontri in un piccolo centro non sono sufficienti a esprimere una volontà persecutoria, anche se col sorriso perennemente stampato in faccia, se quel sorriso dipende da un incidente cui si è miracolosamente sopravvissuti. Per cui è stato prosciolto anche dall’accusa di stalking, perché il fatto non costituisce reato.

Imputato un quarantenne dal sorriso perennemente stampato in faccia dopo essersi risvegliato da quattro mesi di coma in seguito a un incidente di moto avvenuto tanti anni fa. “È sopravvissuto, ma non è più lui – ha spiegato ancora una volta ieri il difensore Luigi Mancini durante la discussione – è una persona buona e mite, spesso vittima di episodi di bullismo da parte del branco, che soffre molto per quanto accaduto e non si capacita delle accuse”.

La stessa pm Eliana Dolce ha chiesto l’assoluzione, dopo l’esame dell’imputato, che ha voluto farsi interrogare, raccontando il suo stupore quando una sera di settembre del 2021 fu affrontato dalla madre della tredicenne.

“Mi dava del pedofilo, diceva che importunavo la figlia. Io avevano solo alzato gli occhi e guardato, dicendo che era bellissima. Una volta un gruppo di ragazzi ha circondato la mia auto, mi prendevano in giro per il sorriso, alzavano il tergicristallo, facevano le linguacce, ho dovuto chiamare il 112. Quando vedo ragazzi in gruppo, mi trema l’anima”, ha spiegato, rispondendo alle domande del difensore.

“Pure il fratello mi ha affrontato, dicendo che la seguivo solo perché stavo passando sotto casa. Vivo male, non riesco a vivere”, ha detto, negando di averle mai chiesto di salire in macchina e spiegando come la madre abbia cercato inutilmente un chiarimento con la madre della presunta vittima.

Il collegio del tribunale di Viterbo, assolvendo il quarantenne, ha anche disposto la revoca della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa.

Silvana Cortignani


La pm Eliana Dolce

Anche la pm Eliana Dolce ha chiesto l’assoluzione


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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22 maggio, 2024

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