Roma – (sil.co.) – Altre due donne accusano di violenza sessuale Luigi Sepiacci, già sotto processo a Viterbo in seguito alle accuse di una studentessa per fatti risalenti a quando l’imputato era direttore dell’Accademia di belle arti Lorenzo da Viterbo. Avrebbe chiesto “favori” alla presunta vittima per evitare che la sua laurea venisse rinviata.
A Roma è accusato di avere molestato due dipendenti durante le ore di lavoro “abusando della propria autorità”, quando era presidente dell’Associazione nazionale istituiti non statali e di istruzione (Aninsei), carica venuta meno lo scorso 30 gennaio. Per questo la procura capitolina ha chiesto il rinvio a giudizio per Luigi Sepiacci, l’oramai ex presidente dell’Associazione nazionale istituiti non statali e di istruzione (Aninsei).
I fatti risalgono al 2022 e riguardano due episodi distinti avvenuti nel gennaio e nel maggio di due anni fa. Secondo l’impianto accusatorio il modus operandi era però lo stesso: il manager “in più occasioni, con gesti repentini ed improvvisi, tali da impedire la pronta reazione” delle vittime, “le ha costrette a subite atti sessuali contro la loro volontà”. Nei confronti dell’uomo, 78 anni, il pm Stefania Stefania contesta il reato di violenza sessuale aggravata per “avere profittato di circostanze di luogo tali da impedire la pubblica e privata difesa”. Il procedimento è già arrivato al vaglio del gup che ha aggiornato l’udienza al prossimo otto novembre.
A Viterbo, lo scorso 16 gennaio è stato il giorno dell’ammissione delle prove, davanti al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi, mentre la fase istruttoria entrerà nel vivo il prossimo mese di novembre quando sarà ascoltata per prima la parte offesa.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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