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Tarquinia - Il gesto, immortalato in uno scatto diventato virale, risale alla primavera di sei anni fa - Tre mesi per le motivazioni

Saluto fascista nella stanza del vicesindaco, assolto trentenne accusato di vilipendio alla bandiera

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Tarquinia – Saluto fascista nella stanza del vicesindaco di Tarquinia, assolto con formula piena il trentenne accusato di vilipendio alla bandiera italiana. 


Tarquinia - Saluto fascista in comune

Tarquinia – Saluto fascista in comune


Si è chiuso ieri davanti al tribunale di Civitavecchia il processo a Jacopo Bonini, il trentenne difeso dall’avvocato Andrea Miroli, assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”, la più ampia, dall’accusa scattata per lui nella primavera di sei anni fa, quando fece scalpore un suo scatto col cellulare, diventato in breve virale sul web, mentre, indossando la fascia tricolore, tendeva il braccio destro in avanti, con la mano tesa, nella stanza dell’allora vicesindaco Manuel Catini

L’autore dello scatto, pubblicato sui social da un allora consigliere di minoranza, ha parlato a suo tempo di “gesto goliardico”. Una vicenda costata le dimissioni, annunciate il 3 aprile 2018, all’allora vicesindaco Manuel Catini, pur rimanendo assessore ai servizi sociali e politiche giovanili. L’immagine, diffusa sui social, fu poi oggetto di indagini da parte della Digos, sfociate nel rinvio a giudizio della persona ritratta.

L’istruttoria del processo si era chiusa un anno e mezzo fa, l’8 maggio 2023 con la deposizione dell’ex vicesindaco, l’esame dell’imputato e l’ascolto di un teste della difesa, davanti al giudice Francesca Romana Maellaro.  

In aula anche l’allora consigliere comunale d’opposizione Anselmo Ranucci, che il primo aprile di sei anni anni fa pubblicò un post con allegata foto sui social. “Mi sono limitato a condannare il gesto compiuto all’interno della stanza del vice sindaco Catini. Ho oscurato il volto dell’imputato. Ho ricevuto centinaia di messaggi di gente che protestava per questo episodio”, ha riferito al giudice.

Novanta giorni per le motivazioni della sentenza di assoluzione. 

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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21 dicembre, 2024

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