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Viterbo allo sbando - Gli abitanti: "Non la votiamo più, è stata una delusione" - Nel degrado più completo l'ex comune dove visse il poeta Trilussa - Erba, buche e incuria - Incustodito pure l'ingresso del cimitero - FOTO

“Chiara Frontini a Grotte Santo Stefano non si deve far più vedere…”

di Daniele Camilli
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Viterbo - Grotte Santo Stefano

Grotte Santo Stefano


Viterbo – “Frontini a Grotte Santo Stefano non si deve far più vedere”. La prima cosa che si sente dire entrando in uno dei bar dell’ex comune da quasi un secolo parte integrante della città dei papi. 

“Non la votiamo più, è stata una delusione”, aggiunge poi una signora seduta al tavolo. “Se abbiamo qualche problema – dice poi un ragazzo sulla trentina – ci rivolgiamo a Micci”. Quale? “Elpidio” è la risposta.


Viterbo - Grotte Santo Stefano - L'ingresso del cimitero

Viterbo – Grotte Santo Stefano – L’ingresso del cimitero


Grotte Santo Stefano, oltre 3 mila abitanti a nord di Viterbo. Qui visse pure il poeta Trilussa. Qui la sindaca Chiara Frontini perse le elezioni del 2018, quando aveva di fronte l’ex sindaco Giovanni Arena. Grotte votò in massa per Elpidio Micci, Forza Italia, tuttora consigliere comunale. Qui Frontini si concentrò più che altrove durante la campagna elettorale del 2022. Per ottenere quella parte di consenso che le mancava per arrivare a palazzo dei Priori.

“Tante le promesse – continuano a dire al bar -, tanta la delusione. Siamo stati dimenticati, abbandonati”. Dopodiché l’elenco delle cose che non vanno.


Viterbo - Grotte Santo Stefano - La plancia con gli annunci mortuari

Viterbo – Grotte Santo Stefano – La plancia con gli annunci mortuari


Prima ancora un cartello. Verso nord-est, uno degli ingressi alla città. Sopra c’è scritto: Grotte Santo Stefano. Sotto, tracciato con la bomboletta: Meglio Celleno. Alla base l’erba alta che sta coprendo la segnaletica col limite di velocità, 50 chilometri orari, e il divieto di strombazzare. Il benvenuto.


Viterbo - Grotte Santo Stefano - Una buca piena d'acqua davanti alla scuola Pio Fedi

Viterbo – Grotte Santo Stefano – Una buca piena d’acqua davanti alla scuola Pio Fedi


Poco distante il cimitero. Di lunedì è chiuso. Sarebbe tuttavia meglio dire: incustodito. Avvicinandosi, infatti, attorno alle ore 18, il cancello è semiaperto. Incustodito. Tant’è vero che in mezzo, chiunque voglia, anche i malintenzionati, ci può passare. Accanto la targa, rovinata agli angoli, a firma comune di Viterbo. Con gli orari di apertura, d’inverno dalle 7,30 alle 17, e il giorno di chiusura. Il lunedì, per l’appunto.


Viterbo - Grotte Santo Stefano - Le strade

Viterbo – Grotte Santo Stefano – Le strade


Grotte Santo Stefano è messa male. L’incuria la si vede un po’ ovunque. E non è un punto di vista soggettivo. Il dato, è oggettivo. 

Eppure Grotte, a 16 chilometri dal capoluogo della Tuscia e che fino al 2 gennaio del 1927 era un comune della provincia di Roma, avrebbe tante cose da dire. In termini economici e turistici, se solo fosse valorizzata o quanto meno tenuta bene. Con l’attenzione che merita da parte del comune. Un territorio che nel 1974 prima e nel 1985 poi tentò di riprendersi l’autonomia perduta, senza riuscirci.

Oggi Grotte ha invece a che fare con buche, erba alta e degrado. Come pure con un medico che sarebbe presente solo un paio di volte alla settimana e che pare si possa incontrare solo su appuntamento preso tramite l’App Miodottore. Una città attorno alla quale avanzano poi fotovoltaico e pollai.


Viterbo - Grotte Santo Stefano - La segnaletica

Viterbo – Grotte Santo Stefano – La segnaletica


L’erba alta è dappertutto. Ed è veramente alta. Al punto da divorare pure gli annunci mortuari, piazzati su plance decrepite, così come l’unico parchetto al Centarello. Lì, per arrivare alle due panchine, ripulite attorno da qualche anima pia, bisogna superare una vera e propria barriera verde.


Viterbo - Grotte Santo Stefano - La casa dove abitò Trilussa

Viterbo – Grotte Santo Stefano – La casa dove abitò Trilussa


Le origini di Grotte Santo Stefano hanno inizio con la distruzione di Ferento, poco distante con il suo splendido teatro, ad opera dei viterbesi, nel 1172. A monte la zona Magugnano, con i suoi archi a tutto sesto risalenti al XV secolo e i resti delle abitazioni medievali a valle. Il tutto costellato dall’erbaccia.

Sempre a Magugnano visse Trilussa, il famosissimo poeta romano Carlo Alberto Salustri che si trasferì da queste parti innamorato dell’attrice Leda Gys, figlia di una cittadina grottana, ritornandosene poi a Roma una volta che la relazione finì. A ricordarlo soltanto un cartello con la sua immagine appiccicato al muro, poco distante dalla chiesa della Madonna del traforo.


Leda Gys

Leda Gys


Oltre all’erba, le buche. Che si riempiono d’acqua quando piove, come in questi giorni. Come davanti alla scuola media accanto alla stazione dei carabinieri. Come su quel che resta, a pochi passi di nuovo dall’istituto Pio Fedi, di quello che una volta avrebbe dovuto essere una specie di campo da basket. Attualmente, per come è ridotto, irriconoscibile. Come, infine, ai piedi delle case popolari, dove le buche diventano voragine e la voragine lago dove pure le macchine s’impantanano con l’acqua che arriva alla coppa.


Viterbo - Grotte Santo Stefano - Centarello

Viterbo – Grotte Santo Stefano – Centarello


Male pure il parco vicino alla stazione dei treni. Pieno di bozzi, un misto tra terra ed erba, quelli che, se ti metti a correre e c’inciampi, vai lungo. Con tanto di musata. Di m…a di piccione è invece pieno il vecchio lavatoio.


Viterbo - Grotte Santo Stefano - Una buca piena d'acqua davanti alle case popolari

Viterbo – Grotte Santo Stefano – Una buca piena d’acqua davanti alle case popolari


Dulcis in fundo la segnaletica. Poca, vecchia, a pezzi e, se non bastasse, anche ammucchiata. Ad esempio un segnale di Stop appiccicato su altri due girati verso il muro e che non si sa più cosa indichino. Un capolavoro di necessità. Perché, chi c’ha messo mano, avrà probabilmente pensato: meglio che si sappia che lì occorre fermarsi piuttosto che sapere la direzione.


Viterbo - Grotte Santo Stefano - Il lavatoio

Viterbo – Grotte Santo Stefano – Il lavatoio


Infine gli ultimi versi di una poesia. Manco a dirlo di Trilussa. Il titolo: Doppo l’elezzioni. 

“De tanta carta – scrive il poeta – resterà, se mai,/ schiaffato su per aria, Dio sa come,/ quarche avviso sbiadito con un nome/ d’un candidato che ci-à speso assai…/ Ma eletto o no, finché l’avviso dura,/ sarà er ricordo d’una fregatura”.

Daniele Camilli


Viterbo - Grotte Santo Stefano - Il campetto vicino alla scuola Pio Fedi

Viterbo – Grotte Santo Stefano – Il campetto vicino alla scuola Pio Fedi

Viterbo - Grotte Santo Stefano - Le strade

Viterbo – Grotte Santo Stefano – Le strade

Viterbo - Grotte Santo Stefano - La segnaletica

Viterbo – Grotte Santo Stefano – La segnaletica

Viterbo - Grotte Santo Stefano - Il lavatoio

Viterbo – Grotte Santo Stefano – Il lavatoio

Viterbo - Grotte Santo Stefano - Gli archi di Magugnano

Viterbo – Grotte Santo Stefano – Gli archi di Magugnano

Viterbo - Grotte Santo Stefano - Gli orari del cimitero

Viterbo – Grotte Santo Stefano – Gli orari del cimitero

Viterbo - Grotte Santo Stefano - MagugnanoViterbo - Grotte Santo Stefano - Magugnano

Viterbo – Grotte Santo Stefano – Magugnano

Viterbo - Grotte Santo Stefano - Il parco vicino alla stazione dei treni

Viterbo – Grotte Santo Stefano – Il parco vicino alla stazione dei treni


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21 marzo, 2025

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