Borgo le Carcarelle
Viterbo – Il paradiso di Borgo le Carcarelle, dove gli abitanti gestiscono tutto per conto proprio.
Borgo Le Carcarelle, a sud del comune di Viterbo, il suo ultimo pezzo di terra, a un chilometro e mezzo da Tobia. Dopo c’è Tre Croci, che fa parte di Vetralla. Un piccolo centro, duecento persone in tutto, ai piedi di Montefogliano che, con i suoi mille ettari di vegetazione, ti si para davanti prima di arrivare. Un borgo un tempo contadino, braccianti che andavano a lavorare lì attorno. Con i segni di quello che era una volta ancora sull’intonaco di alcune abitazioni e sulla targa di ferro arrugginito, con la scritta a mano, pennello e bianco, della via e del civico.
Viterbo – Borgo le Carcarelle
Adesso le famiglie che cercano tranquillità e pace. Dove ancora si esce la sera, prima di andare a cena, per fare due chiacchiere col vicino. Quello che si conosce da una vita e il romano che ha deciso di andarci a vivere. Un posto adatto anche ai gatti che camminano per strada a passo lento senza il rischio di essere investiti. Nessuna ostilità, solo cortesia e accoglienza. Con un minimo di diffidenza all’inizio. Poi, a braccia aperte.
Viterbo – Borgo le Carcarelle
Attorno è aperta campagna, con le strade e i ciuffi d’erba al centro che portano alle case, per lo più ville, e ai campi degli ulivi e dell’uva che si raccoglie a ottobre. Con i tramonti mozzafiato, rosso fuoco, che rimbalzano sul foliage in autunno.
Viterbo – Borgo le Carcarelle
“Venire ad abitare qui – confidano alcune signore, a veglia, di domenica, alle 6 e mezza della sera – è una scelta di vita”. Una vita dove si sceglie di prendersi cura di ciò che si ha attorno. “Una volta il comune – raccontano le signore a veglia, tra loro un paio di romane – veniva a tagliare l’erba. Non lo fa più da tempo. Ci pensiamo noi, così come pensiamo a tenere pulito lo spazio attorno al lavatoio”.
Viterbo – Borgo le Carcarelle
Un lavatoio che di fatto è il centro della comunità. Con le panchine, il barbecue, un’edicola con la Madonna e la natività. Tutto voluto dagli abitanti, tutto tenuto in piedi, e bene, da loro. Accanto un canale d’acqua che sembra un ruscelletto per quanto è tenuto bene. Una comunità autogestita. Tutti si sostengono, reciprocamente. Con la raccolta differenziata e i secchioni lungo la strada che non fanno una piega. C’è pure un B&b. E i turisti vanno e vengono.
Viterbo – Borgo le Carcarelle
“Ci sono anche i bambini – continuano le signore, che scoprono persino parentele alla lontana con chi le interroga, la memoria di un territorio, di chi sei figlio e come si chiamava tuo nonno -. Più di una decina, al punto che qui ci passa lo scuolabus, non la Francigena. Lo spazio di manovra è ristretto”.
Viterbo – Borgo le Carcarelle
Non ci sono servizi e il cartello con il nome del posto pare sia comparso solo una decina di anni fa, nemmeno. “Ma Tobia e Tre Croci sono vicine – proseguono le signore -, e lì ci sono la farmacia, gli alimentari, gli asili. Per le altre scuole si va a Viterbo. Oppure Vetralla. Qui si sta bene, qui vogliamo restare. Qui, ce la vediamo noi”.
Daniele Camilli
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