Viterbo – Strangolò il compagno di cella a Mammagialla con un calzino attorno al collo, chiesti 16 anni per omicidio volontario. Questa mattina la discussione dell’abbreviato, a porte chiuse, davanti al gip Savina Poli.
Viterbo – Il carcere di Mammagialla – Nel riquadro: Alessandro Salvaggio
Secondo la perizia psichiatrica disposta dal tribunale di Viterbo l’imputato, il 22 Iliyanov Krasimir Tsvetkov, il 22enne di origini bulgare che la sera del 19 dicembre 2023 ha ucciso il detenuto 49enne Alessandro Salvaggio è capace di intendere e di volere.
L’omicida, difeso dall’avvocato Giacomo Marganella del foro di Pescara, qualche giorno prima del delitto, avrebbe preso a calci armadietti e porte senza apparente motivo. Scopo della perizia era stabilire se fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti, la capacità di stare in giudizio e se fosse socialmente pericoloso, per decidere se e come il processo dovesse andare avanti.
Vittima il 49enne siciliano Alessandro Salvaggio, originario di Mazzarino in provincia di Caltanissetta e residente a Barrafranca in provincia di Enna, con precedenti per spaccio, che a Viterbo stava scontando una condanna a due anni per evasione.
Otto i familiari che si sono costituiti parte civile al processo, assistiti dagli avvocati Giacomo Luca Pillitteri e Zaira Baldi del foro di Enna. Oltre alla vedova Lucietta Carnazzo e ai due figli di 24 e 25 anni, anche il padre e i quattro fratelli e sorelle di Salvaggio.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.
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