Da allora, una processione silenziosa e ininterrotta di ragazzi si ferma in quel punto: lasciano fiori, piccoli oggetti, simboli legati alle passioni di Leonardo. C’è il foglio di uno spartito, un pacco di biscotti, l’olio per la moto, la Coca cola. E tante rose bianche, il colore dell’innocenza. Gesti che parlano al presente, perché per i suoi amici è ancora difficile accettare che Leonardo non ci sia più.

Viterbo – Viale Trieste – Il luogo dove Leonardo Cristiani ha perso la vita La lettera della sorella Chiara
La commozione è evidente nei volti e nelle parole. Gianmarco, anche lui quindicenne, racconta tra le lacrime: “Pochi giorni fa avevamo giocato a pallone, ci siamo incrociati con le moto pochi minuti prima dello schianto. Sono sconvolto. Poco fa uno mi ha tagliato la strada, sempre su questo viale. Qui poteva esserci chiunque di noi. Aveva la mia età, non ci posso ancora credere. L’altro ieri sono venuto qui otto volte. Mi sembra di stargli vicino. Abbiamo messo questo pennarello blu, così chi vuole può scrivere un pensiero”.

Viterbo – Viale Trieste – Il luogo dove Leonardo Cristiani ha perso la vita
E i pensieri sono tanti. Scritti sui biglietti lasciati sull’asfalto, sulle cortecce degli alberi, nei disegni. Sull’albero accanto al punto dell’impatto c’è anche una lettera commovente della sorella: “Ciao Lello, sono Chiara la tua sorellina. So che vedermi così ti rattrista ma tu sappi che ti vorrò sempre e sempre bene”.
Chi passa si ferma, in silenzio. Automobilisti, ciclisti, pedoni: molti si fanno il segno della croce, altri si inchinano, lasciando un fiore o semplicemente uno sguardo. Un’onda di affetto ha travolto Viterbo in questi giorni. Centinaia i messaggi e i commenti sui social, soprattutto di vicinanza alla sorella e ai genitori di Leonardo, travolti da un dolore che nessuno dovrebbe mai conoscere.
Irene Temperini
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