Civitavecchia – “Basta molossi ai pregiudicati”. Si legge in uno dei cartelli esposti mercoledì mattina fuori del tribunale di Civitavecchia, in occasione del sit-in organizzato dai familiari di Paolo Pasqualini con altre vittime di aggressioni, durante l’udienza di rinvio a giudizio per omicidio colposo aggravato dall’omessa custodia degli animali a carico dei proprietari dei tre rottweiler che la mattina dell’11 febbraio 2024 hanno provocato la tragica morte a Manziana del 39enne.
Civitavecchia – Sit-in in tribunale per la tragica morte di Paolo Pasqualini
Tra i manifestanti, i volontari dell’associazione “L’altra parte del guinzaglio”, che si è costituita parte civile al processo con la famiglia di Pasqualini, il cui slogan è “Meticolosamente addestrato, l’uomo può diventare il miglior amico del cane”.
Sui tanti cartelloni, frasi di sensibilizzazione come “Se il tuo cane viene sbranato da un altro cane non succede nulla, in Italia non è reato”, “L’Italia dice d’essere dalla parte degli animali, ma in caso di aggressione mette in galera solo i cani”. Infine alcuni dati: “70000 aggressioni l’anno: 10 persone perdono la vita, 12000 aggressioni a persone, 50000 aggressioni ad animali che non vengono segnalate alla Asl”.
“L’altra parte del guinzaglio” è nata allo scopo di dare voce a chi ha subito aggressioni provocate da cani e a tutti coloro che temono per la propria incolumità mentre svolgono un’azione semplice come passeggiare in luoghi pubblici con il proprio animale d’affezione.
Da qui la richiesta della legale Giovanna Li Causi, accolta dal gup, di costituirsi parte civile al processo contro Patrizio Pintus che risiede a Viterbo e la ex moglie Giovanna Minelli che all’epoca dei fatti viveva nella villetta di Manziana da dove sono scappati i cani.
Il gup, come è noto, ha accolto la richiesta di giudizio abbreviato del difensore Giancarlo Ascanio, che si celebrerà il prossimo 11 febbraio, in coincidenza con il secondo anniversario della morte di Pasqualini. Parte civile con l’avvocato Aldo Minghelli la famiglia.
Sempre mercoledì, nel frattempo, c’è stata una correzione del capo d’imputazione, perché Pasqualini non stava correndo quando è stato aggredito dai tre cani, ma soltanto facendo una delle passeggiate che gli erano state consigliate dal medico, in quanto sofferente per una fastidiosa sciatalgia che non gli avrebbe certo consentito di correre.
Silvana Cortignani
Paolo Pasqualini con la madre Simonetta e la sorella Priscilla
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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