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Soriano nel Cimino - Il proprietario, in causa con l'università agraria, ricorda che il nulla osta risale al 2021: "Proprietà vincolata dalla Soprintendenza, cui aveva espressamente rinunciato il ministero dei beni culturali"

Torre di Pasolini contesa, l’attore Gallinari: “La corte d’appello non ha ancora deciso”

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Soriano nel Cimino – (sil.co.) – La corte d’appello di Roma sulla Torre di Chia, la celebre casa di PierPaolo Pasolini nella Tuscia ancora oggi meta di visite culturali e di tantissimi studenti, deciderà il 4 luglio del 2028.


La soprintendente Margherita Eichberg e Gabriele Gallinari, l'attore e proprietario di casa Pasolini a Chia

La soprintendente Margherita Eichberg e Gabriele Gallinari, l’attore che ha comprato la casa Pasolini a Chia


“Ad oggi la corte d’appello non ha deciso nulla”. Il proprietario, l’attore palermitano che l’ha acquistata dalla cugina erede del poeta nel 2021 e che l’ha restaurata, Gabriele Gallinari interviene per fare chiarezza, sottolineando come  nell’ultima udienza la corte abbia deciso “solo sull’istanza cautelare che io avevo chiesto a seguito del ricorso presentato dall’Università di Chia che rivendica, solo adesso, che la casa di Pasolini sorgerebbe (ndr, quindi senza titolo) su un terreno gravato da usi civici. Nessuna decisione è stata presa sul merito”

“L’Università di Chia – ribadisce Gallinari – non è un ente pubblico, non è nemmeno un ateneo, ma un ente privato che da quando l’attore ha acquistato casa si è fatto avanti con la questione degli usi civici. Quindi “a Torre di Chia non tornerebbe allo Stato”, sottolinea l’attore.

“Peraltro – prosegue – da una parte si sfratta l’intellettuale dalla sua dimora, ma se ne usa il marchio per far pagare biglietti nel parco che il consorzio privato dell’Università di Chia ha messo su, disseminandolo di fotografie, sculture e brani del Poeta…?”.

Il nulla osta all’acquisto risale al 2021. “La proprietà, vincolata dalla Soprintendenza e al cui acquisto aveva espressamente rinunciato il ministero dei beni culturali, che aveva il diritto di acquistarlo in prelazione – spiega il proprietario di casa Pasolini a Chia – è stata acquistata da me dopo una preliminare certificazione dell’amministrazione comunale che escludeva che essa fosse gravata da usi civici di alcun genere. Quindi nessun diritto poteva vantare l’università agraria di Chia, dei cui rapporti pacifici con Pasolini d’altronde esistono tracce scritte.

“L’assenza di usi civici – dice ancora – è stata confermata dalla consulenza tecnica di ufficio nel primo grado di giudizio, cioè dal professionista di fiducia del commissario per la liquidazione degli usi civici, al quale il commissario stesso aveva chiesto di ricostruire la centenaria storia del sito”.

“Quella in corso  – ricorda Gallinari – è una causa tra due soggetti privati (motivo per cui né il ministero né la regione Lazio si sono costituiti). Il comune di Soriano si è prudentemente costituito a mio fianco nel primo grado di giudizio, solo dopo l’uscita della Ctu, per tutelarsi da eventuali richieste di risarcimento nei suoi confronti”.

“L’Università agraria di Chia – ribadisce per fare chiarezza – non è un ente pubblico, non è un ateneo, non è lo Stato. L’Università Agraria di Chia è un ente privato che gestisce beni pubblici. Nel caso in cui nel 2028 la corte d’appello dovesse rigettare il mio ricorso, la Torre di Pasolini, già aperta al pubblico da oltre 15 anni, passerebbe da un privato (Gallinari) ad un altro privato (Università agraria di Chia)”.


La Torre di Pasolini - Maurizio Di Giovancarlo

La Torre di Pasolini – Foto di Maurizio Di Giovancarlo


“Lo Stato ha rinunciato alla prelazione – aggiunge – ancora oggi il bene è fruibile da parte della collettività perché la Torre di Pasolini è già aperta al pubblico con la collaborazione del Comune di Soriano nel Cimino. Oltre all’apertura mensile, hanno luogo eventi culturali a titolo gratuito, l’accoglienza e la visita di gruppi di studio, studenti provenienti anche da paesi esteri che con rispetto si avvicinano al mondo di Pasolini, aperture straordinarie con Dimore Storiche della Regione Lazio e Dimore Storiche Italiane”.

“Peraltro il rilascio della proprietà, rischio che nonostante la Ctu favorevole potrebbe esserci al termine dei tre gradi di giudizio – spiega ancora – dovrebbe comunque prevedere non solo un rimborso dell’acquisto affrontato dall’attore e dell’ingente restauro affrontato sotto la guida della Sovrintendenza, ma anche un indennizzo per la valorizzazione di un luogo in forte stato di degrado”.

“Il consorzio – conclude Gallinari – è un ente privato e resterebbe peraltro ad oggi senza risposta il perché non si siano fatti avanti con gli eredi di Pasolini, quando la casa che poggia su un fiume rischiava di andare alla malora e doveva essere salvata. Quando il ministero dei beni culturali apponeva su di essa il vincolo. Quando lo Stato aveva rinunciato a farsi avanti e la casa era in vendita su immobiliare.it”.


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16 giugno, 2026

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