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Guardia di finanza - Dalla contabilità "fantasia" al resort in Africa, ecco perché è stato arrestato il tributarista di Tarquinia

Dalla vita nel lusso alla “fuga” in Kenya, il bancomat societario di Moretti

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Roma – (sil.co.) – Contabilità “fantasia” e lo sguardo a Diani Beach, così il tributarista Daniele Moretti avrebbe trasformato il finto soggetto societario in un bancomat personale. Otto gli indagati raggiunti dal 415 bis, alcuni dei quali difesi dall’avvocato Samuele De Santis. Tra loro, quattro viterbesi.

Stile di vita di alto profilo. Dalle carte dell’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari a carico del professionista 51enne di Tarquinia emergerebbe uno spaccato dove i confini tra patrimonio aziendale e spese private sarebbero stati del tutto annullati per alimentare uno stile di vita di alto profilo, mascherato sotto forma di presunti costi di impresa.

Daniele Moretti

Daniele Moretti


Soggiorni vip e buffet al mare. La spesa privata sarebbe stata a carico dell’azienda. L’analisi minuziosa svolta dalle fiamme gialle sulle movimentazioni finanziarie e sui registri contabili avrebbe portato alla luce un campionario di uscite del tutto privo di inerenza con le reali attività economiche delle società coinvolte. Dagli accertamenti bancari, la contabilità sarebbe risultata infarcita di capitoli di spesa imputati come “costi aziendali”, ma finalizzati esclusivamente a soddisfare esigenze personali e ludiche del consulente e della sua cerchia.

Trasferte a Ponza e Tenerife. Tra le voci più singolari ed emblematiche finite sotto la lente degli inquirenti spiccano vacanze e soggiorni di lusso, ricchi buffet, aperitivi ed eventi ludici organizzati presso rinomati stabilimenti balneari, trasferte a Ponza e viaggi a Tenerife fatti passare nei bilanci come consulenze o trasferte strategiche. Trattamenti posturali e sedute fisioterapiche private sarebbero stati fatturati e scaricati direttamente sui conti aziendali.

Daniele Moretti

Daniele Moretti


La pista africana. Per i magistrati, le entità aziendali venivano utilizzate come meri veicoli schermanti, gusci vuoti privi di reale operatività produttiva, concepiti unicamente per drenare liquidità, accumulare passività fiscali e drenare risorse verso impieghi personali. Dietro la misura cautelare, oltre ai gravi indizi di colpevolezza, il pericolo di fuga e la pista africana di Diani Beach. L’impianto indiziario non si limita agli addebiti contabili irregolari, ma delinea un profilo cautelare critico che ha spinto il giudice per le indagini preliminari ad applicare la misura restrittiva nei confronti del consulente.

Continui voli in Kenya. A pesare in modo decisivo sulla valutazione del pericolo di fuga e sul rischio di inquinamento probatorio sono stati i riscontri sulla cosiddetta “pista estera”. Gli accertamenti patrimoniali e i tracciati dei voli hanno rivelato una frequenza costante di viaggi verso il Kenya, nello specifico nella nota località turistica di Diani Beach. In base alla ricostruzione degli inquirenti, Moretti non si limitava a brevi soggiorni di vacanza, ma stava concretamente strutturando un polo d’interessi economico e immobiliare oltre confine.

Resort a Diani Beach. Nello specifico, la guardia di finanza ha individuato un’operazione di investimento finalizzata alla creazione di una vera e propria struttura alberghiera a Diani Beach. I flussi finanziari diretti verso il paese africano suggeriscono la volontà di delocalizzare capitali di provenienza illecita verso giurisdizioni prive di un’immediata collaborazione giudiziaria, costruendo un “paracadute” patrimoniale e logistico pronto all’uso per una possibile latitanza.

Nell’aria il trasferimento all’estero. È stato proprio l’intreccio tra l’accumulo di liquidità derivante dalla contabilità “fantasia” e la progressiva edificazione del business alberghiero in Kenya a condurre all’emissione dell’ordinanza cautelare. Per i giudici, il rischio che il consulente potesse trasferirsi definitivamente all’estero, vanificando le pretese di giustizia e nascondendo i proventi delle frodi, era diventato quanto mai concreto e imminente.


Tutti gli indagati viterbesi

Daniele Moretti, nato a Tarquinia, residente a Tarquinia
Francesco Moscetti, nato a Viterbo, residente a Montefiascone
Rocco Russo, nato a Caronia, residente a Viterbo
Salvatore Sanfilippo, nato a Palermo, residente a Viterbo


Articoli: Cooperative “usa e getta”, Daniele Moretti ai domiciliari per il rischio di inquinamento delle prove – Cooperative “usa e getta”, agli arresti domiciliari il tributarista Daniele Moretti di Silvana Cortignani – Cooperative usa e getta per evadere il fisco: 14 milioni sequestrati, blitz anche a Viterbo


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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9 ottobre, 2026

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