Viterbo – “Governo e regione sono espressione di rigurgiti fascisti e sentimenti d’odio”. A dirlo il presidente di Tusciapride, Giancarlo Mazza, durante il primo congresso dell’organizzazione che si è svolto ieri nella sala Gatti a Viterbo con il patrocinio del comune.
Da sinistra: Giancarlo Mazza e Mirko Giuggiolini
“Sono stati due anni molto densi – ha detto Mazza, ricordando il periodo di attività di Tusciapride – dove il nostro desiderio di dar vita ad una società realmente fondata sull’uguaglianza, la dignità umana e il rispetto è stato alimentato come fuoco vivo durante una tempesta dai rigurgiti fascisti e oscuri, intrisi dei peggiori sentimenti di odio, di cui il governo nazionale e quello regionale sono attualmente espressione”.
Giancarlo Mazza è stato poi confermato presidente di Tusciapride. Vice presidente Mirko Giuggiolini.
Congresso Tusciapride
“Questo governo – ha poi aggiunto Mazza – non ha rispetto per nulla. Non ha rispetto per le bambine e i bambini nati da coppie omogenitoriali, arrogandosi il diritto di poterli considerare come bambine e bambini di serie B e dunque di poter negare loro il riconoscimento legale di entrambi i genitori. Non ha rispetto per la libertà d’opinione, quando condanna moralmente i Pride, negando anche il patrocinio gratuito, come accaduto nel Lazio, consentendo però siparietti teatrali come quello messo in atto ad Acca Larentia. Non rispetta le studentesse e gli studenti quando, rispondendo alla loro richiesta di un’educazione sessuo-affettiva nelle scuole realmente inclusiva e utile, mette in piedi un programma occasionale gestito da una suora e per nulla improntato ad abbracciare la diversità sessuale e dunque umana che ci caratterizza. Non rispetta le donne e le altre soggettività che utilizzano assorbenti quando ripristina la tampon tax, come accaduto con la nuova legge di bilancio. Non rispetta l’ambiente, il pianeta in cui viviamo e le future generazioni quando, anziché adottare politiche per sanare i danni conseguenti al cambiamento climatico, li inasprisce”.
Giancarlo Mazza
“L’unica cosa per cui porta rispetto – ha sottolineato Giancarlo Mazza – è il potere. Rispettano i potenti e si scagliano contro le soggettività oppresse, ad esempio astenendosi nel voto alle Nazioni Unite per il cessate il fuoco in Palestina e censurando chi chiede pubblicamente la pace”.
Ad ascoltare Mazza in sala Gatti ci sono il consigliere comunale Paolo Moricoli, il presidente provinciale di Anpi Enrico Mezzetti, la presidente di Arcigay Virginia Migliore, la senatrice accademica dell’Unitus Lucia Ferrante, il segretario generale dei Giovani democratici Francesco Boscheri e la segretaria provinciale del Pd Manuela Benedetti.
“Ecco – ha continuato Giancarlo Mazza -, di fronte a questo governo che non rispetta nulla, per noi è oggi più che mai importante farci portatrici e portatori di un modello di vita e di politica alternativo, che riparta dall’ascolto, dal confronto e dal riconoscimento del valore di tutte le persone, al di là della propria identità. Inclusività e accoglienza, sicurezza e integrità fisica e mentale, aggregazione, comunità, cultura, consapevolezza, informazione e visione di sistema sono i valori che caratterizzano la nostra identità ovvero gli obiettivi politici che strutturano la nostra battaglia”.
Mirko Giuggiolini
Tra i presenti ci sono anche Massimo Erbetti del movimento 5 stelle, la presidente di Kyanos Marta Nori, il presidente di Anpi Viterbo Paolo Henrici De Angelis, la presidente di Arci Viterbo Cipriana Contu, Raimondo Raimondi, presidente della consulta del volontariato, la presidente di Auser Rita Squarcetti, la segretaria generale Spi Cgil Cinzia Vincenti e Alessandro Candy rappresentante dell’associazione La Via.
“Vogliamo costruire insieme, collettivamente – ha concluso infine Mazza – una Tuscia adatta a tutte le soggettività, in grado di accogliere al suo interno con calore e sicurezza tutte le persone queer e trans, nonché tutte le donne, tutte le persone di etnia, nazionalità, religione e provenienza geografica diversa e, più in generale, tutte le categorie di persone ad oggi poste ai margini della società. Un’altra Tuscia è possibile, arcobaleno anziché grigia, aperta alla pluralità e non più chiusa nei suoi dogmi”.
Daniele Camilli
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