Viterbo – “Chiediamo alla sindaca Chiara Frontini di sfilare al TusciaPride sulle note di Raffaella Carrà”. La richiesta arriva direttamente dagli organizzatori del Pride che si terrà il primo giugno nelle vie del centro storico di Viterbo. Per dare voce ai diritti di tutte le persone queer e trans del territorio. TusciaPride che, nel frattempo, ha ottenuto il patrocinio di palazzo dei Priori.
“Ma non è sufficiente – dicono gli organizzatori del Pride – se non accompagnato da una presenza fisica dell’amministrazione. Come TusciaPride siamo entusiasti di aver ricevuto il patrocinio da parte del comune di Viterbo firmato dal vicesindaco Alfonso Antoniozzi. Il Lazio Pride del 2022 ha certamente segnato un punto di svolta nella nostra città e ha consentito a tutti gli attori pubblici, partiti e amministrazione comunale in primis, di acquisire sulle tematiche Lgbtqia+ una consapevolezza diversa, lontana dagli stereotipi, meno bigotta, rispettosa delle diversità individuali e maggiormente incentrata sulle necessità reali delle persone. Tale cambiamento è individuabile già solo per il fatto che il comune ha concluso i disbrighi burocratici necessari per la concessione del patrocinio al Pride solo una manciata di giorni dopo la richiesta, e dunque in tempi rapidissimi”.
Viterbo – Flash mob per il TusciaPride del primo giugno
“Il patrocinio del comune al Pride – proseguono gli organizzatori dell’evento – è fondamentale per far percepire alla comunità queer e trans la vicinanza di tutta la città a sé e alle proprie istanze, ma non è sufficiente se non accompagnato da una presenza fisica dell’amministrazione nonché da un impegno concreto nell’ascoltare le richieste delle persone queer e trans e nel tradurre tali richieste in azioni politiche reali, il patrocinio rischia di ridursi ad un mero contentino di forma”.
Viterbo – Il congresso del Tusciapride
“Dato che la figura che più di tutte rappresenta l’unità dell’amministrazione comunale e della città stessa nel suo complesso è la sindaca – sottolineano gli organizzatori del TusciaPride – chiediamo ora a Chiara Frontini di essere presente al Pride, di sfilare al fianco di noi adolescenti, adulti e famiglie queer del viterbese sulle note di Raffaella Carrà, di confrontarsi con noi che tutti i giorni subiamo discriminazioni e soprusi per il solo fatto di non essere eterosessuali o cisgender, di riflettere insieme a noi su cosa potrebbe rendere Viterbo una città più accogliente e inclusiva e di schierarsi in modo pubblico e conclamato dalla parte dei diritti e dell’uguaglianza delle persone, al di là del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere”.
“Prim’ancora di essere una festa, il Pride – concludono gli organizzatori della manifestazione – è il massimo momento di rappresentanza politica della comunità queer e trans; essere accanto alle cittadine e ai cittadini nei momenti in cui chiedono che le proprie istanze vengano ascoltate e accolte è dovere delle istituzioni del territorio e dei Comuni in particolare. Aspettiamo dunque la sindaca, tutta l’amministrazione comunale e tutto il consiglio comunale in piazza con noi il primo giugno”.
Daniele Camilli
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