Viterbo – “Chiediamo a tutti i comuni che non lo hanno ancora fatto di concedere il patrocinio al TusciaPride del primo giugno”. Una richiesta che arriva dagli organizzatori della manifestazione che sabato prossimo attraverserà il centro storico di Viterbo per i diritti queer e trans. Partenza alle ore 15,30 da piazza Santa Maria delle Fortezze a porta Romana.
“Una richiesta di adesione – spiega il vice presidente del TusciaPride, Mirko Giuggiolini – affinché il nostro territorio, anziché sprofondare nell’indifferenza, nell’imbarazzo e nell’odio, si riscopra veramente come territorio di diritti e libertà”.
“Abbiamo la richiesta di patrocinio – prosegue Giuggiolini – a tutti i comuni della provincia. Quelli che ancora non hanno risposto sono le amministrazioni di Soriano nel Cimino, Arlena di Castro, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bolsena, Canino, Capodimonte, Carbognano, Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Civitella d’Agliano, Corchiano, Faleria, Farnese, Gallese, Gradoli, Graffignano, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Monte Romano, Monterosi, Onano, Piansano, Proceno, Sutri, Tarquinia, Tuscania, Valentano, Vasanello, Vejano e Vetralla”.
Viterbo – Un flash mob per il TusciaPride
Hanno invece aderito i comuni di Viterbo, Montefiascone, Villa San Giovanni in Tuscia, Bracciano, Capranica, Ronciglione, Nepi, Calcata, Canepina, Montalto di Castro, Bassano Romano, Vitorchiano, Vallerano, Vignanello, Caprarola, Tessennano, Fabrica di Roma, Blera, Orte, Castiglione in Teverina, Celleno e Acquapendente.
“La stessa scelta – continua il vicepresidente del TusciaPride – è stata fatta dall’università degli studi della Tuscia e dalla provincia. Secondo poi quanto ci riferiscono, sono in corso di approvazione anche le delibere da parte di Cellere, San Lorenzo Nuovo, Oriolo Romano e Bomarzo”.
“Concedere il patrocinio al Pride – sottolinea Giuggiolini – vuol dire schierarsi pubblicamente e in modo inequivocabile contro ogni forma di discriminazione e contro ogni sentimento d’odio, in piena coerenza con l’articolo 3 della nostra Costituzione nonché con l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Aderire vuol dire rendersi disponibili ad assumere un ruolo attivo nel superamento delle ingiustizie e nella promozione dell’uguaglianza e delle libertà e, infine, significa trasmettere la solidarietà delle istituzioni pubbliche a tuttɜ coloro che subiscono quotidianamente e in ogni ambito della propria vita violenze, soprusi, scherni e discriminazioni solo sulla base del proprio orientamento sessuale e/o della propria identità di genere. Vuol dire, in sintesi, non lasciare sole le vittime dell’odio omotrans*fobico che ancora pervade la società, tendere loro la mano e porsi al loro fianco nella lotta per la liberazione del nostro territorio e del Paese tutto dall’odio e dalle disuguaglianze”.
Viterbo – Conferenza di presentazione del TusciaPride – Mirko Giuggiolini
“Rispetto a tutte le amministrazioni che non hanno ancora concesso il patrocinio al Pride – commenta Giuggiolini – è evidente la dissonanza tra tale atteggiamento, i valori costituzionali e la funzione stessa del comune quale ente di governo più prossimo allǝ cittadinǝ e ai loro bisogni, l’ente pubblico in qualche modo qualificabile per eccellenza come quello più portato all’ascolto e alla cura delle persone. Siamo convintɜ che tra lɜ rappresentanti politicɜ elettɜ all’interno dei comuni che mancano ancora all’appello, Civita Castellana e Tarquinia in particolare, il primo come polo industriale e il secondo come centro di bellezza e turismo direttamente affacciato sul mare, e dunque entrambi come punto d’incontro di una vastità di culture e sensibilità diverse, ce ne siano almeno alcunɜ che hanno a cuore il rispetto della dignità umana, la valorizzazione dei diritti e il contrasto all’odio”.
“Rivolgiamo infine ai rappresentanti politicɜ – conclude Giuggiolini – il nostro appello a non lasciare solɜ e a non abbandonare a sé stessɜ tuttɜ lɜ cittadinɜ che, in quanto persone queer e/o trans*, vedono quotidianamente la propria esistenza delegittimata e declassata ad esistenza di serie b”.
Daniele Camilli
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