Viterbo – Oggi è il giorno del TusciaPride, la manifestazione per i diritti queer e trans.
Il corteo partirà alle ore 15,30 da via delle Fortezze-porta Romana. Dopodiché il corteo proseguirà per via Giuseppe Garibaldi, via Cavour, piazza del Plebiscito, via Roma, Corso Italia, piazza Giuseppe Verdi, via Guglielmo Marconi, piazza Martiri d’Ungheria, via Ser Monaldo, via San Giovanni Decollato, piazza Trinità, via Santissima Maria Liberatrice, piazza San Faustino e piazza Sallupara. Infine, a piazza Sallupara, concerto con band del territorio e Dj set.
“F(e)roce pe’ davvero” lo slogan della manifestazione.
Viterbo – Flash mob per il TusciaPride
“Una scelta, quella di piazza Sallupara – spiega il vice presidente del TusciaPride, Mirko Giuggiolini – tutt’altro che casuale. Oltre ad essere un luogo spesso marginalizzato, Sallupara è legata anche allo stupro di una ragazza da parte di due militanti di estrema destra. Terminare il Pride lì vuol dire riportare in quella piazza diritti, aggregazione e libertà”.
Intanto, l’altro ieri pomeriggio “è stata vandalizzata – ha già spiegato Giuggiolini – la Rainbow Street di Via Saffi dove sono stati portati via tutti gli allestimenti che avevamo messo”.
Molte le adesioni alla manifestazione di oggi, tra queste, oltre 20 amministrazioni, tra cui il comune e la provincia di Viterbo, l’università degli studi della Tuscia, i sindacati dei lavoratori e l’Arcigay.
Un Pride, quello di oggi, accompagnato da un manifesto politico con cui gli organizzatori, tra le altre cose, chiedono il matrimonio egualitario, un tavolo di dialogo permanente tra l’associazionismo queer e gli enti locali, l’istituzione di un servizio chirurgico pubblico per l’affermazione di genere, sportelli antidiscriminazione, panchine rainbow, sostegno alla creazione di luoghi di aggregazione per la comunità queer e l’adozione da parte delle persone queer.
Viterbo – Il vice presidente del TusciaPride Mirko Giuggiolini
“Partecipare al TusciaPride – sottolinea Giuggiolini – vuol dire schierarsi pubblicamente e in modo inequivocabile contro ogni forma di discriminazione e contro ogni sentimento d’odio, in piena coerenza con l’articolo 3 della nostra Costituzione nonché con l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Aderire vuol dire rendersi disponibili ad assumere un ruolo attivo nel superamento delle ingiustizie e nella promozione dell’uguaglianza e delle libertà e, infine, significa trasmettere la solidarietà delle istituzioni pubbliche a tuttɜ coloro che subiscono quotidianamente e in ogni ambito della propria vita violenze, soprusi, scherni e discriminazioni solo sulla base del proprio orientamento sessuale e/o della propria identità di genere”.
“Vuol dire, in sintesi – conclude Giuggiolini -, non lasciare sole le vittime dell’odio omotrans*fobico che ancora pervade la società, tendere loro la mano e porsi al loro fianco nella lotta per la liberazione del nostro territorio e del Paese tutto dall’odio e dalle disuguaglianze”.
Daniele Camilli
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