Viterbo – Detenuto strangolato dal compagno di cella la sera del 19 dicembre dell’anno scorso a Mammagialla, sarà giudicato con l’abbreviato l’assassino di Alessandro Salvaggio.
Il carcere di Mammagialla
Potrà usufruire dello sconto di un terzo della pena il 22enne di origini bulgare Tsvetkov Krasimir Ilyianov.
Imputato di omicidio volontario, ieri sarebbe dovuto comparire davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo dopo l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato da parte del giudice per le indagini preliminari Rita Cialoni. Ma, avendo la difesa ottenuto il via libera al rito alternativo, il 22enne sarà processato a porte chiuse davanti al gip il prossimo 20 novembre. Titolare del fascicolo il pubblico ministero Massimiliano Siddi.
Alessandro Salvaggio
Vittima Alessandro Salvaggio, un 49enne siciliano, originario di Mazzarino in provincia di Caltanissetta e residente a Barrafranca in provincia di Enna, con precedenti per spaccio, che a Viterbo stava scontando una condanna a due anni per evasione.
La vedova Lucietta Carnazzo e i due figli di 24 e 25 anni, che hanno sporto denuncia nei confronti del carcere, sono assistiti dall’avvocato Giacomo Luca Pillitteri del foro di Enna. Il giovane omicida è assistito dall’avvocato Giacomo Marganella.
Salvaggio sarebbe morto per asfissia. La procura ha disposto l’autopsia, accertamento tecnico cui anche la famiglia ha preso parte con un proprio consulente, il medico legale Cataldo Raffino di Catania.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.
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