Viterbo – (sil.co.) – Al via il prossimo 5 febbraio in carcere la perizia psichiatrica su Iliyanov Krasimir Tsvetkov, il detenuto 22enne di origini bulgare che verso le 22 di sera di martedì 19 dicembre 2023 ha strangolato il suo compagno di cella a Mammagialla.
Vittima il 49enne siciliano Alessandro Salvaggio, originario di Mazzarino in provincia di Caltanissetta e residente a Barrafranca in provincia di Enna, con precedenti per spaccio, che a Viterbo stava scontando una condanna a due anni per evasione.
Il gup Savina Poli, accogliendo la richiesta di rito abbreviato condizionato del difensore Giacomo Marganella del foro di Pescara, ha affidato ieri l’incarico al professor Stefano Ferracuti della Sapienza di Roma, mentre consulente di parte sarà il medico pescarese Giustino Cerritelli.
Otto i familiari della vittima che si sono costituiti parte civile al processo. Oltre alla vedova Lucietta Carnazzo e ai due figli di 24 e 25 anni, anche il padre e i quattro fratelli e sorelle di Salvaggio, assistiti dagli avvocati Giacomo Luca Pillitteri e Zaira Baldi del foro di Enna. Sostituiti ieri dal collega viterbese Remigio Sicilia.
Il 22enne, qualche giorno prima del delitto, avrebbe preso a calci armadietti e porte senza apparente motivo.
Fra pochi giorni sarà visitato in carcere dal perito nominato dal tribunale, cui spetterà stabilire se fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti, la capacità di stare in giudizio e se sia socialmente pericoloso, per decidere se e come il processo debba andare avanti.
Il professor Ferracuti riferirà le sue conclusioni in aula il 16 aprile.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.
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