Viterbo – “Giustizia per Laura”. La chiedono i familiari della 41enne Laura Chioveli, precipitata dal sesto piano della scala antincendio dell’ospedale Santa Rosa la notte tra il 15 e il 16 novembre 2017, dopo essersi allontanata a piedi dal pronto soccorso dove era ricoverata in seguito a un doppio tentativo di suicidio, arrampicandosi dal basso ripresa dalla telecamera della videosorveglianza, che dopo sei minuti ha ripreso un “riflesso”poi rivelatosi il corpo senza vita della donna.
Laura Chiovelli
Chiede giustizia soprattutto la madre, cui quella notte fu negato di poter assistere la figlia, col dire che era al sicuro. Ma chiedono “giustizia per Laura” anche il fratello Alessandro, la cognata Egle e la cugina Paola Chiovelli, l’avvocata di parte civile della famiglia, cui mercoledì il giudice ha comunicato che, prescrivendosi il processo a maggio, presumibilmente non ci sarà modo di arrivare a una sentenza di primo grado.
Per la morte della 41enne è imputata di omicidio colposo una psichiatra dell’ospedale di Viterbo, anche lei in sospeso da quasi otto anni. L’avvocata Chiovelli ha presentato istanza al presidente del tribunale Francesco Oddi cui ha anche chiesto un appuntamento.
“Laura è una vittima che deve avere ancora la sua verità e la sua giustizia e la prescrizione sarebbe un secondo reato ai suoi danni – dichiara la legale – come dire che è morta due volte: la prima in un luogo che la doveva proteggere e dove, invece, ha trovato la morte e la seconda la denegata giustizia che per motivi incomprensibili sta rischiando di ricadere su di lei come una seconda morte”.
“Noi tutti cittadini e operatori della giustizia abbiamo il diritto di non retrocedere, di far sì che la giustizia sia la nostra unica direzione e combattere ogni intralcio che ci possa allontanare dal raggiungerla. È il nostro dovere. Io come legale di Laura e dei suoi cari parti civili non mi arrendo e pretendo dalle istituzioni che questo processo si concluda con una sentenza nei termini previsti dalla legge. Capisco le difficoltà attuali del sistema giustizia, ma non mi è sufficiente per giustificare la gravità di quanto potrebbe accadere. Giustizia per Laura”, aggiunge Chiovelli.
“Porremo in essere in ogni caso tutte le azioni risarcitorie non solo nei confronti dell’imputata, ma anche dell’ospedale per le palesi responsabilità e omissioni che hanno portato alla morte di Laura. Si farà quanto necessario per dare alla famiglia ogni possibilità per compensare questa grave perdita”, conclude l’avvocatessa Chiovelli.
Silvana Cortignani
L’avvocatessa Paola Chiovelli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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