Viterbo – “Viale Trieste, meglio 15 giorni di disagi che rompere la strada dopo l’asfaltatura”. L’assessore ai Lavori pubblici, Stefano Floris, tenta di spiegare l’enorme ritardo per la risistemazione del tratto di strada chiuso e ridotto a una sola sola carreggiata da oltre cinque mesi, dopo l’incidente che ha visto la morte di un quindicenne.
Slittano ancora i tempi per la riqualificazione del manto stradale di viale Trieste a Viterbo. L’assessore ha fornito spiegazioni riguardo i ritardi che avrebbero impedito di dar via ai lavori, inizialmente previsti e annunciati per la fine di ottobre, dicendo che la causa è dovuta a un intervento non previsto da parte della società Talete.
Il luogo della morte del piccolo Leonardo Cristiani – Nel riquadro l’assessore Stefano Floris
Il tratto da sistemare è quello in cui è morto, in un incidente, il quindicenne Leonardo Cristiani, mentre tornava a casa sulla sua moto.
Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta della procura che aveva sottoposto il tratto di strada a sequestro per poter fare accertamenti inerenti alle indagini.
L’inchiesta aveva portato a due indagati: lo stesso assessore Stefano Floris, e Luca Cosimi, dirigente del comune.
A fine luglio la procura aveva dato l’ok all’apertura della strada, subordinata alla sua sistemazione. Il comune ha fatto trascorrere mesi senza fare nulla. Arrivati a novembre nulla è stato ancora fatto. Con un disagio quotidiano per tutti i cittadini. Una situazione incomprensibile.
Quando farete i lavori per sistemare viale Trieste?
“Non li abbiamo ancora iniziati – dice Floris – visto che Talete deve fare un intervento in quell’area. Inutile, quindi, asfaltare per rompere nuovamente poco dopo. In settimana Talete dovrebbe fare l’allaccio delle strutture degli ex magazzini generali. Una volta conclusi i lavori di Talete, avvieremo l’asfaltatura”.
Perché avevate detto che a fine ottobre sarebbe stato fatto tutto…
“Perché purtroppo Talete ci ha comunicato successivamente il tipo di lavoro che doveva fare, con l’impresa siamo pronti da oltre venti giorni”.
Come si chiama l’impresa che dovrà fare i lavori?
“Al momento non ricordo il nome, ma il 15 ottobre eravamo pronti per fare i lavori. Poi è arrivata la comunicazione Talete che doveva fare una manomissione proprio in quel punto, perché c’è un tombino dove fare l’allaccio. Quindi sarebbe stata una cosa non guardabile: asfaltare e poi tagliare un’altra volta”.
Siete consapevoli del disagio arrecato ai cittadini tutti i giorni?
“Lo sappiamo – conclude l’assessore -, ma sarebbe stato peggio sprecare i soldi dei cittadini per intervenire due volte. Abbiamo preferito aspettare 15 giorni di disagio e poi iniziare l’asfaltatura”.
Ma quello di Talete sarà stato un semplice tracciato, intanto la strada poteva tornare alla normalità.
“Sì, ma si vede quello che c’è in giro. Ogni volta che c’è una manomissione, poi dopo, quando si fa il ripristino, non è mai come quando si fa il lavoro da zero…”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY