Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Imputato un 64enne viterbese arrestato sette anni fa - Per l'accusa va assolto da lesioni e violenza sessuale

Croci sotto casa e bombe sul balcone della ex, chiesti tre anni per stalking

Condividi la notizia:

Marta – (sil.co.) – Croci e falli giganti sotto casa e bombe fai da te sul balcone della ex, ieri l’accusa ha chiesto una condanna a tre anni di reclusione per il solo reato di stalking e l’assoluzione dalle accuse di lesioni e violenza sessuale.


Samuele De Santis

Il difensore Samuele De Santis


La sentenza è stata rinviata a febbraio, ma ieri con la discussione è giunto davvero al rush finale il processo davanti al collegio al cosiddetto “bombarolo” di Marta, ovvero il 64enne viterbese A.B., che, oltre a piazzare ordigni esplosivi sul balcone della ex e a disegnare croci nere e grossi falli sulle mura sotto casa, avrebbe anche violentato la vittima mentre c’era il figlio in casa.

Proprio in relazione alla presunta violenza sessuale, lo scorso 3 novembre è stato sentito l’ultimo teste del difensore Samuele De Santis, un consulente di parte, investigatore privato del capoluogo, secondo il quale, a causa di neve, ghiaccio, vento di buriana, tra il 25 e il 28 febbraio 2018 non c’erano le condizioni meteorologiche per andare da Viterbo a Marta a violentare la ex, che quindi non avrebbe detto il vero.

Il 64enne è finito a processo col giudizio immediato per lesioni, violenza sessuale e stalking, in seguito agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico scattati il 16 maggio 2018 per avere piazzato degli ordigni esplosivi sotto casa della ex e avere imbrattato i muri della palazzina popolare di Marta dove vive la donna con croci e falli enormi disegnati con la vernice nera. Parte civile una 49enne di origine romena, che ha chiesto la condanna per tutti i reati. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
16 dicembre, 2025

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/