– Chiusura, ma con calma. E’ l’invito di Claudio Ubertini (Forza Italia) all’assessore Alvaro Ricci, sulla chiusura del centro storico.
“Pensiamo di cominciare il percorso magari nel periodo estivo, più idoneo – spiega Ubertini – gli esempi di altri città ci dicono che i centri sono stati chiusi decenni fa. Farlo oggi, senza infrastrutture, non è corretto”.
Sulla stessa linea, di non avere fretta è anche Gianmaria Santucci (Fondazione): “Il problema del centro storico è un permanente conflitto fra chi ci vive e chi ci vuole portare i servizi – osserva Santucci – chi abita dentro le mura si lamenta per la mancanza di servizi, chi vorrebbe portarli, si lamenta della poca disponibilità da parte dei residenti.
Il punto è fare convivere queste due esigenze, non la viabilità.
Si dice di voler chiudere il centro storico anche ai residenti. Si è scatenato un dibattito sull’argomento che trasformerebbe il centro in Mammagialla.
Dobbiamo spiegare che non vogliamo chiudere il centro alle auto, ma regolamentarlo. Comprese le auto. Pure chi abita dentro le mura non può pensare che può passare a tutte le ore. Regole occorrono, così come investimenti”.
Santucci vede poche idee sul profilo dello sviluppo nelle linee guida proposte dall’amministrazione.
Sui negozi che dentro le mura chiudono: “Le attività commerciali – precisa Ubertini – chiudono ovunque, dove i centri sono aperti o dove sono chiusi. Non dipende dal traffico.
Quindi il primo lavoro da fare è riportare la gente dentro le mura, impresa non facile”.
Sbagliato anche per Luigi Maria Buzzi (Fratelli d’Italia), andare di corsa e pensare alla chiusura già da Natale.
Ma le festività natalizie senza auto per Gianluca De Dominicis (M5s) potrebbe essere un modo nuovo per godere della città dentro le mura. “Abbiamo predisposto emendamenti – osserva De Dominicis – che ci aspettiamo siano recepite, diventando parte integrante di una visione di come intervenire nel centro storico”.
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