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Economia - Viterbo - Paolo Vestri, responsabile della Confesercenti, approva le strategie dell'assessore Ricci e conncorda sullo spostamento del mercato del sabato

“Chiudiamo il centro, come hanno fatto le altre città”

di Maria Letizia Riganelli
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Paolo Vestri

Paolo Vestri

– Lo spettacolo è di quelli desolanti. Negozi chiusi, saracinesche abbassate, cartelli affittasi e auto che scorrazzano liberamente. Tutto intorno palazzi storici, piazze meravigliose e pedoni spalmati sui muri per evitare di essere investiti.

Non sono scene apocalittiche ma quello che succede ogni giorno, a ogni ora, nel centro storico di Viterbo. Ma qualcosa può cambiare.

Il cuore della città dei papi potrebbe tornare ad essere vissuto e rinvigorito. Proprio l’altro ieri il consiglio comunale ha approvato le linee programmatiche che, salvo ripensamenti dell’ultima ora, dovrebbero portare a una graduale chiusura alle auto del centrostorico.

Il primo ad essere soddisfatto di questo passo storico per Viterbo è Paolo Vestri, imprenditore e presidente della Confesercenti cittadina di Viterbo.

“Mi sembra che i propositi siano buoni – esordisce Vestri – spero solo che non sia solo un gesto politico dimostrativo. Deve al contrario essere costruttivo e fattivo”.

Paolo Vestri sono ormai anni che predica la chiusura concertata del centro storico. Più di due anni fa lanciò un appello per chiudere il centro in maniera ragionata, ma rimase inascoltato. Oggi rilancia quelle parole.

“Bisogna chiudere è certo – afferma Vestri -, ma è necessario sentire le esigenze di tutti, assecondando la volontà dei residenti e dei lavoratori. Perché il centro non è solo la passeggiata del sabato. Deve essere un luogo fruibile tutti i giorni. Per questo motivo trovo che le proposte dell’assessore Ricci vadano nel verso giusto. La chiusura del centro così come prospettata è un’iniziativa corretta”.

Chiudere alle auto lasciando il passaggio solo ai residenti, per chi vive nel cuore di Viterbo dovrebbe rappresentare un vantaggio e non un problema come si sente dire in questi giorni, visto che così i parcheggi sarebbero sempre disponibili e non come succede sempre occupati.

E soprattutto potrebbe rappresentare un chance per i commercianti della zona. Visto che la politica del parcheggio selvaggio e del transito a tutte le ore non ha funzionato. E’ sotto gli occhi di tutti che i negozi in centro chiudono o cambiano gestione un giorno sì e l’altro pure. E non solo per la crisi.

“E quello che vediamo è ancora niente – dice ancora Paolo Vestri – la botta grossa ci sarà dopo le festività natalizie. I negozi che non riapriranno dopo il primo gennaio saranno purtroppo moltissimi. La situazione è davvero drammatica. In centro chiudono tutti, perfino le banche e questo perché non c’è un ecosistema che ne permette la sopravvivenza.

Per rivitalizzare il centro bisogna rinnovare e mi dispiace dirlo ma chi continua a criticare, come successo in consiglio comunale l’altro giorno, è perché non ha una visione moderna. Bisogna guardare al centro con occhi costruttivi. Magari davvero prendendo spunto da città come Siena e Lucca dove il centro è chiuso da anni, sono stati fatti investimenti seri e il commercio c’è. Ovviamente in questi casi anche gli immobili acquistano valore, cosa che a Viterbo ora non succede e ci rimettono tutti”.

“Quindi sì alla chiusura – conclude Vestri -, non possiamo essere l’unico centro aperto alle auto, sarebbe la mazzata finale per l’economia. E ben venga anche lo spostamento del mercato del sabato. Anche perché è impensabile che nell’unico giorno commerciale della settimana, l’unico parcheggio del centro sia occupato dal mercato. Spostiamolo o poi creiamo un mercato coperto come hanno tutte le città moderne”.

Maria Letizia Riganelli

 


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19 ottobre, 2013

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