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Tribunale - Acquisite la denuncia e la testimonianza del sacerdote, che fu derubato, picchiato e sequestrato in canonica

Banda di Ignazio Salone, morto il parroco vittima di una feroce rapina nel 2004

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Viterbo – (sil.co.) – Banda di Ignazio Salone, morto il parroco vittima di una feroce rapina nel 2004. È ripreso ieri il processo ai sette pregiudicati tuttora davanti al collegio del tribunale di Viterbo per una serie di rapine pluriaggravate risalenti in alcuni casi a oltre venti anni fa. 


Viterbo - Rapina alla gioielleria Bracci

Viterbo – Rapina alla gioielleria Bracci


Tre degli imputati sono attualmente detenuti per altra causa. Tra loro l’ex collaboratore di giustizia 54enne Ignazio Salone, autore della rapina alla gioielleria Bracci del 2018, che ieri ha voluto essere presente in aula, scortato dalla penitenziaria del carcere di Frosinone, dove è attualmente ristretto.

Al termine del processo, Salone si è lamentato col presidente Jacopo Rocchi per l’interesse della stampa nei confronti delle sue vicende, “i giornalisti mettono in pericolo la mia famiglia”, mentre la moglie, anche lei presente in aula, ha cercato di dargli un foglietto senza il permesso del tribunale, che ne ha chiesto l’allontanamento ai carabinieri, tra le proteste della donna. 

Tornando ai fatti per cui Salone e gli altri sono tuttora a processo, tre vittime avrebbero dovuto testimoniare in merito ad altrettante rapine messe a segno dalla banda, ma due nel frattempo sono decedute, mentre è risultata irreperibile la terza.

Tra le persone offese nel frattempo decedute c’è anche un parroco, vittima di una feroce rapina in canonica nel 2004, la cui denuncia e le cui sommarie informazioni testimoniali sono state acquisite agli atti, su richiesta della pm Veronica Buonocore. 

La banda, che oltre che nella Tuscia, avrebbe scorrazzato in altre località della penisola, il 3 novembre 2004 ha colpito a Castellanza, in provincia di Varese, dove quattro individui armati di coltello hanno sequestrato e rapinato l’allora 75enne don Luigi Brazzelli, parroco della chiesa di San Bernardo nella frazione di Castegnate.

Il sacerdote, coltello alla gola, fu costretto a consegnare loro circa 3mila euro in contanti e alcuni oggetti sacri custoditi in cassaforte, razziando la canonica e la chiesa. Poi, prima di fuggire, il capo ha dato una beffarda stretta di mano a don Luigi, che è stato rinchiuso nella sua camera. Solo verso le 2,30 il parroco, dopo aver sfondato la porta della camera, ha potuto dare l’allarme ai carabinieri. Il parroco è poi morto in seguito a un malore improvviso la mattina del 12 maggio 2017 all’età di 87 anni. Aveva guidato la parrocchia dal 1971 al 2006.

Le indagini sono partite 21 anni fa, in seguito all’identificazione di Ignazio Salone e di due complici, uno dei quali nel frattempo deceduto, dopo una rapina in villa con sequestro di persona a Pescia Romana il 28 gennaio 2005. A Salone viene inoltre contestata un’altra feroce rapina in villa, il 14 dicembre 2003 a Valentano. Un colpo da 152mila euro in preziosi e contanti, messo a segno il 14 dicembre 2003 da sei banditi ai danni di una coppia minacciata con coltelli e cacciavite. 

Si torna in aula a luglio, per sentire gli investigatori che si sono occupati delle indagini. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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14 aprile, 2026

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