Condividi:Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
Viterbo – Gli amici si sono ritrovati nell’area artigianale sulla Teverina, vicino a Ferento, per ricordare il quindicenne morto in viale Trieste - Accanto a loro la madre Assunta Rocchetti e il padre Fabio che ha sottolineato: "È un bel gesto che vi fa onore"
Viterbo – Un lungo rombo di motori, capace di dire ciò che le parole non riescono a esprimere. Ieri pomeriggio gli amici di Leonardo Cristiani si sono ritrovati ancora una volta per ricordare il ragazzo scomparso a soli 15 anni.
Leonardo Cristiani
Leonardo è morto il 9 giugno 2025 in viale Trieste. Mentre tornava a casa in sella alla sua moto da cross, ha perso il controllo del mezzo ed è finito contro un albero. Un impatto fatale che ha spezzato la sua giovanissima vita e ha lasciato un dolore profondo nella famiglia, negli amici e in tutta la comunità viterbese.
L’appuntamento di ieri era alle 16,30 nell’area artigianale lungo la Teverina, nei pressi di Ferento. Decine di giovani hanno raggiunto la zona in sella a moto e scooter. Poi si sono disposti uno accanto all’altro, formando una lunga fila.
Viterbo – Un rombo lungo un anno per Leonardo Cristiani
C’erano i caschi, le magliette, gli abbracci e gli sguardi di chi continua a sentire un’assenza impossibile da colmare. C’era soprattutto la volontà di far arrivare fino a Leonardo il rumore dei motori che tanto amava.
Accanto ai ragazzi erano presenti la madre di Leonardo Assunta Rocchetti e il padre Fabio Cristiani. I genitori hanno condiviso con gli amici del figlio un momento intenso, fatto di commozione, vicinanza e gratitudine.
“Grazie per questo gesto e per la partecipazione – ha detto Fabio Cristiani rivolgendosi ai giovani -. Chi ha conosciuto Leonardo lo sa: sarebbe stato contento di essere qui con voi. Sgasate e divertitevi, ma fatelo sempre in sicurezza, come ci siamo detti sempre. È un bel gesto che vi fa onore”.
Viterbo – Un rombo lungo un anno per Leonardo Cristiani
Poche parole, pronunciate con il dolore di un padre e con l’affetto per quei ragazzi che continuano a portare Leonardo con loro.
Quando i motori si sono accesi insieme, per alcuni istanti tutto il resto è sembrato fermarsi. Quel suono è diventato un saluto, un abbraccio e una promessa: Leonardo non sarà dimenticato.
Era già accaduto durante i funerali, quando il rombo delle moto aveva accompagnato l’ultimo saluto al quindicenne. Ieri i suoi amici sono tornati a far sentire quella voce collettiva, forte e inconfondibile.
Una voce fatta di amicizia, dolore e memoria. Il rombo dei motori per dire ancora una volta: Leonardo vive.