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Tribunale - Imputato un 27enne già assolto dopo un anno di carcere per maltrattamenti

Armato di bottiglia lo rapina al Sacrario, perdonato dalla vittima viene assolto

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Viterbo– (sil.co.) – Nell’estate di quattro anni fa fu rincorso da un africano armato di bottiglia al parcheggio del Sacrario, che lo aveva rapinato di un telefonino e degli 80 euro in quattro pezzi da 20 tenuti nella custodia.


Viterbo - Polizia al Sacrario

Viterbo – Polizia al Sacrario


Erano circa le 16 di lunedì 22 agosto 2022 e ieri il presunto aggressore, un 27enne del Gambia, è stato assolto dal collegio presieduto dal giudice Savina Poli, su richiesta dello stesso pm Massimiliano Siddi oltre che del difensore Daniele Saveri. Nemmeno la vittima ha chiarito la dinamica dell’accaduto, rimettendo comunque la querela sporta in questura, mentre l’imputato ha negato tutto davanti ai giudici.

Assolto dunque anche grazie al rapinato, un pregiudicato 32enne tunisino, attualmente detenuto a Mammagialla, che, sentito come parte offesa durante il processo, ha ridimensionato i fatti e perdonato l’imputato. 

”Lo perdono, perchè in carcere si sta male”, ha detto in aula, spiegando di essere finito detenuto al Nicandro Izzo da gennaio per evasione dai domiciliari, cui era sottoposto da dicembre in seguito a una denuncia per maltrattamenti da parte della compagna.

“Abbiamo litigato poi abbiamo fatto pace”, ha spiegato, negando che il movente dell’inseguimento sia stato un debito di droga. “È stata una mancanza di rispetto, siamo tutti amici, la sera ci vediamo a San Pellegrino, Viterbo è piccola, ci conosciamo tutti”, ha sottolineato, infilando nel discorso un “dio caro”, a dimostrazione dell’integrazione con la vita cittadina. 

L’africano prosciolto con formula piena è lo stesso imputato 27enne del Gambia che il 18 febbraio 2025 era già stato assolto dopo un anno di carcere dall’accusa di avere tenuto segregata la sua ex, una tunisina che il 6 novembre 2023 aveva dato l’allarme via chat al fratello nel paese d’origine, facendo scattare l’arresto.


Articoli: Armato di bottiglia lo rapina al Sacrario, perdonato dalla vittima: “In carcere si sta male” – Allarme via chat per dire che la teneva segregata, ex assolto dopo un anno di carcere – Segregata chiede aiuto in chat col volto insanguinato, la difesa dell’ex: “Una montatura”– Bruciature di sigarette e tagli sul ventre di una giovane donna, l’allarme scatta tramite chat in Tunisia


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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21 ottobre, 2026

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