Viterbo – “Agroalimentare, turismo e cultura per ripartire”.
Non si lascia prendere dallo sconforto Rosita Pelecca. Il segretario provinciale della Cisl ammette la situazione drammatica, ma allo stesso tempo, è convinta delle potenzialità della Tuscia, ricca di eccellenze in grado di rimettere in moto l’economia locale.
“Mi sembra di ripetere lo stesse parole di un anno fa – dice Pelecca -. Ogni volta si pensa di aver rischiato il fondo del barile e di essere arrivati alla fine, ma purtroppo non è così. Il 2013 è stato drammatico e la crisi continua a essere strutturale con oltre tremila cassaintegrati e mille in mobilità. Una tragedia per le famiglie della nostra provincia. Non ci sono spiragli e dobbiamo solo rimboccarci le maniche per studiare un metodo di rilancio del territorio”.
La rassegna dei settori è tragica. Su tutti l’edilizia che è ferma. “C’è stato un tracollo per il blocco dell’economia. I giovani e le famiglie, che prima volevano farsi una casa, oggi chiedono il congelamento del mutuo. Anzi, alcuni istituti di credito non sono più nemmeno disposti a concederli perché non c’è la possibilità di pagare le rate a causa dei risparmi ridotti all’osso. Lo stesso vale per la realizzazione della grandi opere ostacolate da fastidiosi cavilli burocratici. Una situazione davvero insostenibile“.
Uno dei problemi per Pelecca è il sistema del welfare. Da rivedere. “E’ un provvedimento che fa ridere. La nostra provincia è ai livelli di una del sud Italia che da sempre consideriamo un’area svantaggiata. Mi auguro che, coinvolgendo le istituzioni locali e la camera di commercio, si possa ripartire dalle risorse locali per rendere appetibile il territorio”.
Pochi spiragli anche per la sanità. “Scontiamo una politica regionale romano centrica in cui rispetto ai tre posti letto previsti ne abbiamo 1,9, a fronte dei 5,1 della Capitale. La situazione è complicata per il default che ha rischiato la Regione e il debito. Manca, inoltre, una cabina di regia per gestire la sanità privata. Pubblico e privato devono essere complementari e rispondere alle rispettive lacune”.
La maglia nera spetta comunque al polo industriale. “Possiamo tranquillamente chiamarlo ex polo, visto che di industriale non c’è più nulla. Questa è la realtà. Manca da anni una riqualificazione e solo poche sono le imprese che portano avanti attività modeste”. Servono delle vie d’uscita. “Comune e associazioni devono capire come rendere appetibile il territorio agli imprenditori privati. Un settore trainante è quello dell’agroalimentare in cui vantiamo vere eccellenze. Penso alla Ferrero che ha rivolto lo sguardo su Caprarola. Senza fare voli pindarici, quindi, dobbiamo valorizzare le vocazioni del territorio, semplificando anche la burocrazia e migliorando il sistema viario”.
Sotto questo aspetto, le amministrazioni devono favorire una convergenza tra interporto e porto di Civitavecchia, passando dal completamento della Trasversale. “Un asse che rappresenta una vera opportunità”.
La Cisl dunque non perde le speranze. “Vogliamo essere uno stimolo per un nuovo sistema di welfare. Ddi fronte a una crisi economico-strutturale, una famiglia deve avere risposte concrete. Con il comune di Viterbo dobbiamo incontrarci per creare un protocollo di intesa con cui destinare fondi alle persone bisognose, recuperando le risorse dall’evasione. Noi, come Cisl, faremo la nostra parte dando garanzie a imprese e lavoratori che decidono di mettersi in gioco per uscire da questo disastro. La concertazione sociale servirà a promuovere interventi per i più deboli, i giovani e le persone non autosufficienti”.
Positivo il messaggio del segretario della Cisl che invita a non piangersi addosso.”Dobbiamo rendere appetibile il nostro territorio ai privati per ridare impulso all’economia – conclude Pelecca -. A partire dalle nostre eccellenze, facendo rete con le imprese e migliorando il sistema viario. Agroalimentare, turismo e valorizzazione dei centri storici, queste sono le priorità per tornare a essere competitivi. Come Cisl siamo disponibili già da adesso a mettere in campo tutte le nostre competenze e conoscenze. Abbiamo bisogno di progetti e prospettive, perché è vero che la situazione è drammatica, ma il nostro territorio ha delle ricchezze culturali e ambientali da fare invidia. Troviamo il meccanismo per ripartire”.
Paola Pierdomenico
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