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Bilancio di fine anno 2013 - Sindacati - Intervista al segretario provinciale della Uil Giancarlo Turchetti

“I politici pensino al territorio non alle poltrone”

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Giancarlo Turchetti

Giancarlo Turchetti 

Viterbo – “E’ stato un anno catastrofico”.

Giancarlo Turchetti non riesce a trovare  un altro aggettivo per definire il 2013. Per il segretario provinciale della Uil, l’economia locale è nel pieno della crisi e senza un piano di sviluppo concreto, mirato agli interessi del territorio, la Tuscia difficilmente riuscirà a risollevarsi.

“Non trovo altre parole per descrivere l’economia – dice Turchetti -. La cassa integrazione, a livello nazionale, è aumentata del 36 per cento su base annua. Un dato allarmante, se poi ci mettiamo i guai per le mensilità di novembre e dicembre visto che mancava il finanziamento che, ora, sembra sia contenuto nella manovra di stabilità. Ancora non possiamo averne la certezza, però”.

Nessun settore è rimasto escluso. “A partire dal commercio, per passare dal terziario fino ad arrivare all’edilizia. Specie per quest’ultimo, gli iscritti in cassa edile, nel giro di tre anni, sono diminuiti del 5o per cento, ossia 2500 lavoratori. Non parliamo poi dell’agricoltura”.

Crisi nera anche per il polo industriale. “A Civita Castellana lavorano solo tre aziende e per di più a ritmi blandi. La cassa integrazione è in aumento, come le procedure di mobilità. Il terziario risente della diminuzione dei consumi tanto che quest’anno non sono state fatte nemmeno le assunzioni a tempo determinato per i periodi natalizio e feriale. A causa di ciò, la gente non ha avuto la possibilità di lavorare nemmeno per pochi mesi”.

Non si salva la sanità. “Le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti, specie nel privato e anche sul pubblico le condizioni non sono migliori per i tagli che hanno provocato disagi come le file d’attesa interminabili e i tempi biblici per fare un esame”.

Drammatica, per Turchetti, anche la chiusura della sede Inail. Viterbo e Civita Castellana sono finite nel mirino dei tagli della spending review dopo la determina presidenziale dell’Inail del 2 agosto 2013 numero 196. “La sede di Civita Castellana verrà chiusa, mentre quella di Viterbo sarà declassata in seconda fascia. Questo implica una riduzione dei servizi, in particolare, a Civita, unico bacino industriale del viterbese in cui verrà meno la copertura sociale agli infortunati. Il motivo della chiusura sta nel fatto che la struttura non fa il numero di pratiche stabilite dal decreto. Una cosa pazzesca visto che così non si tiene conto minimamente del territorio e delle esigenze dei suoi cittadini”.

La politica del governo non contribuisce a migliorare le cose. “Da più tempo chiediamo una serie di interventi per ravviare i consumi, soprattutto quelli interni“.

Due le richieste del sindacato. “Diminuzione della pressione fiscale e riduzione delle tasse per le aziende che assumono”.

La Uil ha anche dato indicazioni su come recuperare le risorse. “Dall’evasione fiscale e dalla riduzione dei costi della politica. Come Uil abbiamo iniziato una battaglia già dal 2009 e l’ultimo rilevamento del sindacato dimostra che ci sono spese pari a 23,2 miliardi di euro e cioè ognuno di noi paga 757 euro per mantenere la politica. Una cosa vergognosa che accade solo nel nostro paese. Noi continueremo a darci da fare perché non è possibile che in Italia, i cittadini continuino a perdere posti di lavoro, mentre gli assessori e i politici restano ancorati alle poltrone. E’ ora di cambiare”.

Per la Tuscia servono delle misure concrete e immediate. “Per il 2014 c’è uno stanziamento di un miliardo 600 milioni da parte dello stato per la cassa integrazione. Sono risorse insufficienti e bisognerà attivarsi anche con la regione per reperirne delle altre. Dobbiamo muoverci dai primi giorni dell’anno per evitare di perdere altri posti di lavoro. Dobbiamo favorire misure utile al rilancio del territorio”.

In primis la Trasversale. “Bisogna finire questa benedetta infrastruttura. E’ vergognoso che ci siamo i 117 milioni di euro per il finanziamento del tratto da Cinelli a Monte Romano, ma che non si riesca a completarlo perché i soldi sono stati diluiti negli anni. Impiegheremo una vita per realizzare poco più di sette chilometri di un’opera che il Cipe stesso ha definito strategica per l’Italia e che invece a Viterbo non si conclude. Fossimo stati in Toscana, le cose sarebbero andate diversamente “.

Semplice l’augurio del segretario della Uil. “Infrastrutture, rilancio del centro storico e piano termale. Spero che i politici eletti a Viterbo, una volta tanto, si preoccupino del territorio e non della poltrona. Serve avere più rispetto per i cittadini che li hanno votati. Mi rendo conto che il cammino per uscire dalla crisi non sarà facile – conclude Turchetti -, ma almeno bisogna provarci”.

Paola Pierdomenico 


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1 gennaio, 2014

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