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Viterbo – Ricambio generazionale, investimenti mirati e tanta, tantissima fiducia nelle capacità degli imprenditori.
Sono questi, secondo Domenico Merlani, presidente di Unindustria Viterbo, gli ingredienti indispensabili affinché il 2014 sia davvero l’anno della svolta decisiva per l’economia.
“Il 2013 è stato un anno molto difficile – spiega Merlani -. Forse è stato il più pesante dall’inizio della crisi, ma nonostante tutto, tra gli imprenditori c’è voglia di riscatto. La sensazione di pesantezza che si avverte in ogni settore vuole, e deve, essere spazzata via da una ventata di novità”.
Ma la svolta, in primo luogo, deve essere guidata da un’azione mirata e concreta del governo che Unindustria si augura venga messa in atto al più presto.
“Nel corso del 2013, in particolare negli ultimi mesi – continua Merlani -, abbiamo finalmente assistito a un cambio generazionale che l’Italia attendeva da tempo. Penso soprattutto alle primarie del Pd con la vittoria di Matteo Renzi, ma anche al governo Letta. Sono segnali che ci fanno ben sperare anche se finora l’esecutivo non ha fatto un gran che per l’economia”.
Per cominciare a risalire la china c’è bisogno di uno sforzo maggiore che gli imprenditori si augurano arrivi proprio nel 2014.
“Ciò che serve – prosegue Merlani – è investire immediatamente tutto quello che viene recuperato con la spending review nei settori maggiormente produttivi. Solo così ripartirà l’occupazione. E’ inutile diminuire la spesa pubblica se poi il paese non investe su se stesso”.
Per la ripartenza a pieno regime però ci vuole tempo. E’ per questo che parallelamente c’è bisogno anche di mantenere alti i livelli di assistenza agli imprenditori e ai lavoratori dipendenti che si trovano in difficoltà.
“Gli ammortizzatori sociali devono necessariamente essere garantiti – aggiunge il presidente di Unindustria Viterbo -. Dopo anni di crisi le ore di cassa integrazione disponibili sono finite o, nella migliore delle ipotesi, sono agli sgoccioli. Il governo dovrà dunque stanziare i fondi necessari per riattivarle altrimenti il senso di instabilità sarà insostenibile”.
Due, nel caso della Tuscia, sono i settori che più hanno bisogno di attenzione perché sono quelli che mettono in moto una lunga filiera di mercato: l’edilizia e la ceramica.
“Il settore delle costruzioni – spiega Merlani entrando nel merito – ha bisogno di una scossa. In questi anni di crisi troppe volte è stato penalizzato per far fronte alla sicurezza dei conti pubblici. Le tasse hanno investito pesantemente il mondo dell’edilizia e ora è il momento di un cambio di passo. Il governo deve dare il massimo per spingere gli imprenditori a investire ancora”.
Le decisioni, dunque, spettano alla politica nazionale, anche se una collaborazione fattiva con gli amministratori locali non guasta.
“La nuova squadra che siede in maggioranza a palazzo dei Priori – continua Meralini – pecca forse un po’ di inesperienza, ma nonostante questo ho notato che c’è un buon dialogo e una buona volontà di partecipazione. Come ripeto, l’edilizia ha bisogno di manovre che dipendono dal governo e non dal Comune, ma se la collaborazione c’è anche a livello locale significa che quando ci lasceremo la crisi alle spalle, avremo un terreno fertile da coltivare. A quel punto, infatti, avremo bisogno di iniziative urbanistiche ben strutturate, di progetti che coinvolgano il pubblico e il privato”.
Le idee non mancano e nemmeno l’entusiasmo. “Viterbo deve investire sul futuro – sottolinea Merlani -. Si deve incentivare l’innovazione tecnologica e tutti gli accorgimenti possibili per rispettare l’ambiente e puntare al risparmio energetico. Queste sono le smart city. Questa è l’edilizia intelligente”.
Infine, spazio anche all’altro settore principe dell’economia viterbese: la ceramica.
“Il 2013 è stato un anno tremendo anche per questo settore – chiarisce Merlani -. Basta guardare i numeri per accorgersene. Anche qui però le aspettative di Augusto Ciarrocchi, presidente del settore ceramica di Unindustria, sono buone. Il lavoro del distretto di Civita Castellana è andato nella direzione di un netto miglioramento della qualità dei prodotti. Questo permetterà loro di spingersi verso mercati sempre più competitivi, anche all’estero. E non dimentichiamoci che ora anche i sanitari potranno godere di quegli incentivi fiscali che finora mai gli erano stati concessi. Sono tutti piccoli, grandi passi che porteranno sicuramente dei frutti”.
Insomma qualcosa si muove, o meglio, qualcuno comincia a muoversi. “Io credo che per prima cosa bisogna smettere di guardare sempre il bicchiere mezzo vuoto e cominciare a rendersi conto che è anche mezzo pieno – conclude Merlani -. La ripresa non cadrà mai dal cielo, la ripresa viene da noi stessi”.
Francesca Buzzi
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