Orte – Lavori dopo la frana, gli indagati in procura.
Sono stati ascoltati nei giorni scorsi l’ex sindaco di Orte Dino Primieri e gli imprenditori padre e figlio, Mario e Francesco Rocchino.
I tre inquisiti per turbativa d’asta nell’inchiesta sui lavori in località Ponte Sasseta sono comparsi in procura nei giorni scorsi, per rispondere alle domande degli investigatori.
L’appalto è quello per la messa in sicurezza dell’area franata. Fu l’azienda dei Rocchino, la Ortana Asfalti srl, ad aggiudicarselo ufficialmente il 24 febbraio 2012. Il bando di gara prevedeva che i materiali di risulta sarebbero rimasti all’impresa. Parte dei lavori sarebbe stata subappaltata a una ditta umbra. L’azienda arrivata seconda ha impugnato l’appalto davanti al Tar.
Lavori per un milione 44mila 195 euro, che l’impresa Rocchino si aggiudica con una percentuale minima di ribasso. Proprio questo dato mette in moto la forestale: il primo aprile gli uomini del Nipaf (Nuclei investigativi provinciali di polizia ambientale e forestale) setacciano il comune, l’impresa Rocchino e casa dell’ex sindaco.
Non sequestrano computer né altri supporti informatici. Solo documenti cartacei sulla procedura della gara, su delega dei sostituti procuratori viterbesi Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci.
Il sopralluogo scatta anche al Genio civile di Viterbo, dove Primieri lavora come impiegato. Sette le pattuglie della forestale impiegate nel blitz, oltre all’elicottero AB412 che sorvolava la zona e scattava foto.
Sui contenuti dell’interrogatorio, bocche cucite da parte degli inquirenti come degli indagati. “C’è un’indagine in corso e ho fiducia nella magistratura”, si limita a dire Primieri, rimasto per un paio d’ore a colloquio con gli investigatori. Silenzio assoluto anche da parte della difesa dei Rocchino: “Un confronto brevissimo servito solo a chiarire alcune circostanze”. Ma nessuno si sbilancia di più: l’indagine per turbativa d’asta è ancora in corso.
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