Canino – Atti sessuali su una bimba di 6 anni.
Maltrattamenti sulla madre della piccola, picchiata anche mentre era incinta.
Gheorghe Sofian non risponderebbe solo dell’omicidio della compagna, uccisa a coltellate per gelosia.
Sul bracciante romeno, la procura di Viterbo avrebbe aperto un fascicolo due anni fa con accuse pesantissime.
Sofian sarebbe indagato anche per aver ripetutamente maltrattato l’ex compagna. Non Elena Spingu, la 47enne da lui massacrata perché aveva ricevuto un sms dell’ex marito. Alla donna, uccisa lunedì sera, Sofian era legato da appena un anno.
Prima di lei, aveva convissuto con un’altra connazionale in un paese della provincia, non lontano da Canino.
Tra il 2010 e il 2012, la convivente avrebbe subìto umiliazioni di ogni genere. Ordini. Insulti. Minacce. Violenze fisiche e psicologiche, anche mentre aspettava il suo secondo figlio.
Si parlerebbe di un pestaggio al quinto mese di gravidanza. Schiaffi in pieno viso e sulla pancia. Continue lamentele di lui, perché la compagna non assecondava più i suoi desideri sessuali, da quando era rimasta incinta.
Oltre a questo, l’assassino reo confesso di Elena Spingu sarebbe indagato anche per atti sessuali sulla figlia dell’ex convivente. La bambina, all’epoca, aveva 6 anni. I presunti abusi risalirebbero a due anni fa.
La piccola, già sottoposta a incidente probatorio, è risultata attendibile. Un accertamento che ha convinto la procura a chiedere il rinvio a giudizio del quarantenne romeno, che il 19 novembre comparirà davanti al gup del tribunale di Viterbo.
Accuse gravissime che l’autorità giudiziaria dovrà vagliare attentamente. A novembre, inizierà l’udienza preliminare. Gheorghe Sofian potrebbe ancora sperare in un proscioglimento e, comunque, sarà innocente fino a sentenza definitiva.
Ma dopo il massacro della compagna a coltellate, da lui confessato a pm e carabinieri, i suoi precedenti di polizia tracciano un quadro ancora meno rassicurante di questo quarantenne ossessionato dall’alcol.
Il vizio del bere sarebbe all’origine tanto dei presunti maltrattamenti sull’ex, quanto dell’omicidio di lunedì notte. Un dramma della gelosia e dell’alcolismo, simile all’omicidio di Oriolo Romano del 2011: Mihai Goldum, fu ucciso dal fratello maggiore Vasilica, che lo incolpava di aver avuto una relazione con sua moglie. Anche Goldum, bracciante, era ubriaco quando colpì il fratello a coltellate. Si rese conto di quello che aveva fatto solo una volta passata la sbronza. Come Sofian Gheorghe. Che ha cominciato a realizzare solo in caserma e poi davanti al pm.
A un certo punto, l’interrogatorio sarebbe stato sospeso. L’omicida, reo confesso, non riusciva più ad andare avanti.
Stamattina, il pm Stefano D’Arma affiderà l’incarico al perito per l’autopsia, che sarà svolta in giornata, a partire dalle 12.
I carabinieri, intanto, stanno cercando di rintracciare i parenti della donna uccisa, tramite ambasciata. A parte i suoi datori di lavoro, che l’avevano assunta per lavori agricoli, Elena Spingu non aveva nessuno in Italia. Solo quel compagno-assassino, che l’ha uccisa con sette coltellate.
Stefania Moretti
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