![]() Mauro Rotelli, consigliere comunale Pdl |
![]() L'avvocato dell'imputato, Roberto Massatani |
![]() Il pm Franco Pacifici |
![]() I giudici Maurizio Pacioni ed Eugenio Turco |
– “Ho sempre eseguito gli ordini che avevo. Copiavo e incollavo. A volte anche a malincuore”.
E’ una deposizione sofferta quella di Maria Teresa Di Luigi. L’ex direttrice delle mense scolastiche, prima testimone al processo Rotelli, sembra più volte sul punto di piangere o svenire. Fa dei lunghi sospiri prima di parlare. L’impressione è che pesi ogni parola. Come se avesse paura di sbagliare.
E’ il suo lungo racconto ad aprire il processo mense, a carico di Mauro Rotelli, Anna Telesco e Mario Rossi. Ed è proprio la sua versione dei fatti la più attesa e forse temuta dalle difese. Perché la Di Luigi è la teste-chiave, vicina a tutti e tre gli imputati. Fu lei a predisporre la bozza del nuovo bando per il servizio della mensa scolastica. E intorno a quel bando ruotano le accuse di corruzione per Rotelli & Co. In pratica l’intero processo.
La signora Di Luigi lo sa e cerca a più riprese di prendere le distanze da quello stesso bando, in aula. “Io eseguivo solo degli ordini – spiega -. Era il mio superiore Mario Rossi a decidere”. Un mantra che ripeterà per tutta la sua deposizione.
Il pm Franco Pacifici le chiede di ripercorrere l’intera storia di quel bando. A partire dal 1995, anno in cui il servizio di refezione era affidato alla ditta Passarelli, facente capo sempre alla Telesco. “Il contratto era quinquennale – spiega la Di Luigi -. Fu rinnovato nel 2000 e nel 2002 subentrò la Euroservice, con la Telesco come amministratore delegato”.
Il servizio, però, era tutt’altro che buono. “I fornitori telefonavano di continuo per sollecitare i pagamenti e avevamo dei problemi con i forni al centro di cottura dei pasti. Così proposi io stessa di fare un nuovo bando”.
L’ok da Rotelli arriva nel 2005, anno in cui si inizia a predisporre il bando. I rapporti tra Rotelli e la Di Luigi si interruppero a una riunione cui parteciparono i tre imputati e l’ex direttrice. “In quell’occasione l’assessore propose di chiedere ai fornitori una percentuale per farci dei giardini – afferma la Di Luigi -. Io mi opposi e anche Rossi in parte. L’assessore mi si rivoltò con un piglio che non potrò mai dimenticare e con tono cattivo: “Fate rispondere lei”, disse indicando la Telesco, “altrimenti potrei pensare che…”. E non aggiunse altro. In seguito gli telefonai per chiedergli spiegazioni. Lui insinuò che avevo la coda di paglia. Da quel momento non abbiamo più avuto contatti. L’assessore aveva il mal di testa ogni volta che mi vedeva”.
A marzo 2005, prima dell’apertura delle buste, la Euroservice Catering inaugurò il suo nuovo centro di cottura. “Chiesi alla Telesco perché aveva deciso di fare quell’investimento prima di sapere se aveva vinto il bando. Era un rischio. Ma lei rispose che non mangiava solo con Viterbo. Se non avesse vinto la gara, avrebbe usato il centro per altre cose”.
La Di Luigi cominciò a redigere il capitolato d’appalto. Con le modifiche imposte da Rossi e “con tanto malumore”. “Un giorno – continua l’ex direttrice – il dirigente mi chiese di telefonare alla Telesco per sapere quant’era il fatturato della ditta. Non feci quella telefonata. Ci pensò lui. Mi diceva che erano d’accordo… con chi non lo so, ma usava sempre questo plurale. Io non mi impicciavo”.
Alla fine il bando lo vinse proprio la Euroservice catering. L’assunzione del personale avveniva in modo sui generis. Con “liste di nomi” avanzate da Rotelli che alla Telesco pesavano. “Lei si lamentava di dover assumere tutte queste persone. La sentivo spesso dire “finalmente abbiamo finito il Rotelli”, alludendo a quei fogli. Io le dicevo: ma perché lo fai? E la Telesco: sennò poi Rotelli si inquieta…”.
Tra i dipendenti, secondo l’ex direttrice, c’era anche la moglie di un carabiniere dei Nas. Un’assunzione strumentale, secondo voci di corridoio che la Di Luigi aveva sentito. “Non lo sai che Rotelli ha messo qui dentro la moglie di uno dei Nas per sapere quando vengono fatte le ispezioni?”, disse una volta la cuoca alla Di Luigi.
Altri “suggerimenti” per le assunzioni sarebbero venuti dall’ex assessore Antonio Fracassini e dall’attuale assessore Giovanni Arena. “Ma erano pochi – precisa la Di Luigi -. Due o tre, rispetto a quelli di Rotelli”.
Il pm Pacifici chiede dei catering della Euroservice. Gli stessi che, per l’accusa, erano il prezzo che la Telesco “pagava” a Rotelli in cambio dell’appalto. Tant’è che erano gratuiti. “Ne furono fatti diversi. Almeno quattro. Io non ero d’accordo: il personale era in esubero, sottopagato e già stremato dal lavoro della mensa. Aggiungere i catering significava penalizzare la qualità del servizio di refezione. E la Telesco diceva che, per quei catering, non veniva pagata“.
Una testimonianza pesante e corposa, quella della Di Luigi, ascoltata da un collegio dal destino ancora incerto. Il giudice Damiani, infatti, sostituisce temporaneamente il collega Romano, trasferito in Corte d’Appello, ma potrebbe non essere presente alle udienze successive. Il rischio, paventato dall’avvocato di Rotelli, Roberto Massatani, è che il giudice che prenderà il suo posto e deciderà alla fine si sia perso testimonianze-chiave come quella dell’ex direttrice. Ma il presidente Pacioni è granitico: “Non possiamo più rimandare questo processo”.
Dopo la Di Luigi doveva essere sentita la segretaria Antonella Ugolini. Ma la deposizione dell’ex direttrice ha fagocitato l’intera udienza. E alla prossima del 22 novembre si continuerà ancora con la Di Luigi. Ma stavolta sarà la difesa a fare le domande.
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