Viterbo – Per la procura di Viterbo Francesca Mastrolonardo può tornare a casa.
La 23enne disabile portata in casa famiglia contro la sua volontà non vede la madre e il padre dal 27 marzo.
Quel giorno i carabinieri sono venuti a prenderla per portarla in una struttura protetta a Narni. Anche con la forza, come prescritto dal provvedimento del giudice. E hanno dovuto usarla, perché Francesca non ne voleva sapere di lasciare la sua casa a Tuscania.
Per lei si sono mobilitati parenti, amici e giornalisti, anche della tv nazionale: la trasmissione “Le Iene” ha dedicato un ampio servizio a Francesca e alla sua storia.
Adesso, dopo quattro mesi e mezzo, forse, qualcosa si muove davvero.
All’incontro del 5 agosto, davanti al giudice tutelare che ha deciso di mandare Francesca in casa famiglia, hanno partecipato i genitori e anche il pm Paola Conti.
Il magistrato ha aperto un fascicolo sulla gestione del “caso Francesca”: un’indagine finalizzata a ricostruire passo passo tutte le circostanze che hanno portato a ritenere che la ragazza dovesse essere strappata alla madre e portata in una struttura fuori regione.
Il pm ha ascoltato gli specialisti che si sono presi cura di Francesca, i parenti. E’ andata sul posto. Ha incontrato Francesca in casa famiglia e parlato con gli operatori della struttura.
Ad accompagnare il sostituto procuratore, una psicologa nominata consulente, che ha scritto una relazione. Il risultato del colloquio e della relazione, per la dottoressa Conti, è che Francesca deve tornare a casa. A Tuscania. Dalla madre. Non tanto e non solo perché è quello che vuole. Ma anche perché a Tuscania Francesca sta bene e ha ottenuto la sua più grossa conquista: quella di poter uscire di casa da sola per raggiungere gli amici, la ludoteca, il laboratorio di pittura.
Prima di essere portata via, la 23enne abitava con la madre Laura Tramma in un appartamento nel centro storico di Tuscania. A piedi poteva arrivare dappertutto, coronando un suo sogno di indipendenza che, per ragazzi speciali come Francesca, non è mai del tutto scontato.
Per farla uscire dalla casa famiglia, l’avvocato della madre, Enrico Mezzetti, aveva anche tentato il reclamo al collegio: un ricorso al provvedimento del giudice tutelare discusso a luglio davanti alla Corte d’appello di Roma. Ma il tribunale di Viterbo potrebbe esprimersi anche prima della Corte d’appello.
Dopo il magistrato, all’incontro del 5 agosto con il giudice tutelare, hanno parlato anche i genitori di Francesca. La madre Laura Tramma si è detta disponibile a trovare un percorso condiviso con il padre, Mariano Mastrolonardo.
Adesso tocca solo al giudice.
Stefania Moretti
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