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23enne disabile strappata ai genitori - Il giudice tutelare non cambia idea - Procura e avvocato della madre impugnano il provvedimento

Francesca resta in casa famiglia

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Francesca Mastrolonardo

Francesco Mastrolonardo 

Insieme per Francesca - Laura Tramma, la mamma della ragazza

Laura Tramma, la mamma di Francesca 

Mariano Mastrolonardo

Mariano Mastrolonardo, il padre di Francesca 

Il pm Paola Conti

Il pm Paola Conti 

L'avvocato Enrico Mezzetti

L’avvocato Enrico Mezzetti 

Viterbo – Francesca resta in casa famiglia.

La nuova decisione del giudice tutelare Filippo Nisi conferma il vecchio procedimento che strappava la 23enne alla madre per trasferirla in una struttura di accoglienza fuori regione.

Non è bastata la mobilitazione della madre. Gli appelli ai giornali. La raccolta firme. 

Lo stesso giudice che, a marzo, ha allontanato Francesca Mastrolonardo dal padre e dalla madre mandandola in casa famiglia e autorizzando i carabinieri a portarla via con la forza, non è arretrato di un passo dopo l’udienza del 5 agosto, cui aveva partecipato anche la procura.

Il pm Paola Conti, così come l’avvocato della madre di Francesca, Enrico Mezzetti, chiedevano di riaffidare la ragazza alla madre. Francesca vuole tornare nella sua casa a Tuscania. Perfino un servizio delle “Iene” ha raccontato la sua storia in prima serata chiedendo come sia possibile non tener conto affatto della volontà di una ragazza maggiorenne, disabile e non interdetta. 

Due settimane di riflessione e, poi, il provvedimento del giudice Nisi: dalla casa famiglia di Narni, Francesca non si muove. Il genitori hanno 45 giorni di tempo per presentare progetti alternativi. Progetti che prevedano che la ragazza possa vedere sia la madre che il padre, separati e in contrasto da anni. L’avvocato Mezzetti ha impugnato il provvedimento, così come il pm Paola Conti, fermamente convinti entrambi che la ragazza debba tornare a casa.

Sulla “gestione del caso Francesca”, il sostituto procuratore Conti ha aperto un fascicolo per eventuali omissioni. Le indagini comprendono anche la consulenza tecnica di una psicologa che è andata a trovare Francesca in casa famiglia insieme al pm. La sua relazione è chiara: Francesca deve tornare a Tuscania. Non solo perché lo vuole, ma perché tutto il suo mondo è lì. Con una casa in pieno centro, può uscire da sola e raggiungere gli amici, il laboratorio di pittura, la ludoteca e tutti i luoghi che frequenta di solito.

“C’è giurisprudenza che dice che va tenuto conto del benessere persino del cane, se un cane è conteso tra due coniugi che si separano – dichiara l’avvocato Mezzetti -. Qui parliamo di un essere umano. Non vedo perché per Francesca dovrebbe essere diverso. Perché non si può considerare la sua volontà? Da sei mesi non vede la sua famiglia. Il nonno sta per morire e lei rischia di non vederlo mai più. Non fa altro che dire di voler tornare a casa”.

Sul caso, a questo punto, dovrà pronunciarsi il tribunale civile di Viterbo, che esaminerà i reclami della procura e della madre di Francesca. 


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18 settembre, 2015

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