Barbarano Romano – Trent’anni ad Antonio Matuozzo.
Il 68enne napoletano è stato condannato stamattina dalla Corte d’Assise d’appello di Roma. Confermata la sentenza dei giudici viterbesi in primo grado.
La notte del 12 ottobre 2013 Matuozzo massacra a coltellate la compagna Anna Maria Cultrera, 61 anni, nel loro appartamento a Barbarano Romano (fotocronaca: La casa del feroce delitto – Donna uccisa a coltellate – Il presunto omicida interrogato e poi portato in carcere – video).
La convivente dorme, quando si accorge delle prime coltellate. Sono più di cinquanta i fendenti contati sul corpo della donna dal medico legale Giorgio Bolino.
Un delitto che matura per vendetta, secondo la ricostruzione del reo confesso Matuozzo, che chiama i carabinieri qualche ora dopo il delitto. A lei che voleva cacciarlo di casa, lui risponde con le coltellate.
Su Matuozzo pende un precedente importante: aveva trascorso alcuni anni in carcere per abusi sessuali sulla nipotina di Anna Maria.
Mentre scontava la pena, c’era stata una fitta corrispondenza tra i due, tornati a vivere insieme una volta che Matuozzo era uscito dal carcere. Anche per questo, secondo la difesa, non reggeva l’ipotesi che la vittima volesse scaricare il compagno dopo quei fatti gravi. E non reggeva neppure la perizia psichiatrica fatta eseguire in primo grado. Ne hanno chiesta un’altra, ma la Corte è andata direttamente al sodo.
Sessanta giorni per le motivazioni della sentenza. Gli avvocati Matteo Moriggi e Marco Marcucci valuteranno il ricorso in Cassazione.
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