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Viterbo - Operazione Tsunami - Interrogatori di garanzia, seconda tranche - Uno degli arrestati si difende e risponde alle domande del gip

“Sandro Soviero non ha mai spacciato”

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Operazione Tsunami - Il materiale sequestrato dai carabinieri

Operazione Tsunami – Il materiale sequestrato dai carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri - Un panetto di droga

Operazione Tsunami dei carabinieri – Un panetto di droga 

Ronciglione – E’ stato l’unico a rispondere alle domande del giudice Stefano Pepe: Sandro Soviero, 25 anni, prende le distanze dal traffico di droga ricostruito nell’indagine “Tsunami” (video – fotocronaca – slide).

Venticinque arrestati per spaccio, la maggior parte già comparsi davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Quasi tutti rimasti in silenzio, in attesa delle carte e di un quadro più chiaro. Lui no. Nella seconda tornata di interrogatori di ieri mattina, in controtendenza, ha voluto parlare.

“Non ci sta a passare per spacciatore – spiegano i suoi avvocati Matteo Moriggi e Marco Marcucci -. Ha negato il suo coinvolgimento nel commercio di stupefacenti e fornito spiegazioni sulle contestazioni che gli sono state mosse. Episodi che, nel contesto delle indagini e delle intercettazioni, potevano sembrare ambigui, ma Soviero li ha chiariti col giudice punto per punto”. 

Il fratello minore Luca, come gli altri ascoltati ieri mattina, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Esaurito il giro di interrogatori, il gip deciderà sulle richieste di revoca dei domiciliari avanzate da alcuni difensori. Ma lo scontro si sposterà per molti sul terreno del tribunale del Riesame, davanti al quale più di un difensore è intenzionato a portare l’ordinanza d’arresto.

Il blitz era scattato all’alba del 2 novembre: 21 gli arresti eseguiti durante l’operazione dai carabinieri di Ronciglione per spaccio di marijuana, hashish e cocaina, anche a domicilio o dentro una frutteria ormai chiusa sulla circonvallazione. Altri 4 arresti sono scattati nei giorni immediatamente successivi, ma l’indagine del pm Paola Conti non è ancora finita. 


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10 novembre, 2015

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