Ronciglione – (s.m.) – Garage e congelatore al setaccio dei Ris.
Arriverà presto il nucleo scientifico dei carabinieri nella palazzina di via dell’ospedale consorziale dov’è stato trovato il cadavere della 79enne Rossana Bramante.
Gli specialisti dell’Arma analizzeranno il congelatore che conteneva il corpo dell’anziana, setacciando anche l’intero garage, per fotografare lo stato dei luoghi e cercare indizi utili alle indagini.
La casa al civico 2, interno 2, di fronte all’ospedale Sant’Anna non era ammobiliata: Ivo Bramante, pittore 82enne, fratello di Rossana, che viveva lì in affitto dal 2009, aveva portato tutto durante il trasloco. Anche il congelatore a pozzetto, si presume. Sicuramente non era del padrone di casa.
Intanto, una prima certezza: Rossana Bramante è morta per insufficienza cardiorespiratoria, come riporta una nota della procura diramata ieri.
I motivi, adesso, sono tutti da accertare: il medico legale Giorgio Bolino, dell’università La Sapienza di Roma, ha due mesi di tempo per consegnare la sua relazione al pm titolare dell’inchiesta, Fabrizio Tucci.
Una morte violenta sarebbe da escludere, salvo sorprese dagli esami tossicologici, eseguiti per capire se la signora abbia ingerito veleni o farmaci.
Per ora, dunque, regge l’occultamento di cadavere ipotizzato dagli inquirenti. Ipotesi a carico di Ivo Bramante, fratello maggiore della vittima, che della sorella sembra aver rimosso tutto da anni. Neanche nel 2012, quando la polizia locale faceva i controlli per il censimento, sapeva dire dove fosse Rossana.
Solo una volta, mentre dipingeva, disse al padrone di casa che avrebbe regalato il quadro all’istituto di suore che ospitava la sorella. Ma nessuno sa dov’è questo istituto e se sia mai esistito.
I fratelli Bramante sono arrivati a Ronciglione nel 2009. La richiesta di residenza di Rossana è dei primi di aprile. Il contratto d’affitto è a nome del fratello e in casa tutti pensavano fosse solo. Ogni tentativo di rintracciarla, dalla consegna della tessera elettorale nel 2010 ai controlli del censimento, sono andati a vuoto. E nel 2014 Rossana viene ufficialmente cancellata dalle liste anagrafiche del comune.
Arrivata a Ronciglione nessuno sembra averla più vista. I suoi ultimi sette anni sono tutti da ricostruire. Il medico legale incaricato dell’autopsia farà la sua parte. I documenti che servivano sono già stati acquisiti dai carabinieri in comune.
Ma per risalire precisamente a quando è morta Rossana potrebbero essere importanti anche i testimoni. Qualcuno che, per caso, abbia bussato a quell’appartamento.
Qualcun altro che possa averla notata insieme alla nipote, semmai l’anziana sia andata in comune con lei per quella richiesta di residenza.
Si tratta di andare indietro nel tempo fino a trovare una sicura traccia di vita. Anche (e soprattutto) per individuare con certezza il periodo della morte.
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