Ronciglione – Trasferito.
Ivo Bramante lascerà stamattina la casa di riposo di Ronciglione che lo ospitava dall’estate scorsa.
L’82enne, indagato per l’occultamento del cadavere della sorella Rossana, trovata tre settimane fa in un congelatore a Ronciglione, sarà portato in giornata in una clinica a Montefiascone. “Una struttura più idonea alle sue necessità attuali” secondo il criminologo Luca Cionco, nominato suo amministratore di sostegno dal giudice tutelare del tribunale di Viterbo Filippo Nisi. Un trasferimento dettato per lo più da motivi pratici. Principalmente economici e di riservatezza.
Nei giorni scorsi, Bramante è stato visitato da uno psichiatra.
Intanto, le indagini sulla morte della sorella Rossana Bramante vanno avanti nel più stretto riserbo. La salma della 79enne, nata a Tripoli da genitori italiani immigrati, è ancora all’ospedale Belcolle, in attesa dei funerali. L’amministratore di sostegno del fratello Ivo penserà anche a questo nei prossimi giorni. Funerali sicuramente a spese di Ivo Bramante, che così ha voluto.
E’ la mattina del 29 febbraio quando, a Ronciglione, si sparge la notizia di un cadavere trovato il giorno prima dentro un congelatore. L’appartamento è al civico 2 di via dell’ospedale consorziale. L’amministratore di sostegno di Ivo Bramante, una giovane donna incaricata a gennaio dal tribunale – prima che le subentrasse Luca Cionco – sta sgomberando la casa che l’anziano ha preso in affitto nel 2009, al suo arrivo a Ronciglione. Per Ivo Bramante, da luglio 2015 in casa di riposo, l’affitto è ormai solo un’inutile spesa. Quando la donna apre il congelatore a pozzetto nel garage, resta scioccata nel notare una mano che sbuca da un sacco dell’immondizia.
Subito la chiamata ai carabinieri, che arrivano con i loro reparti specializzati: il nucleo operativo radiomobile di Ronciglione e il nucleo investigativo di Viterbo. La procura iscrive Ivo Bramante nel registro degli indagati. La prima ipotesi è quella di un movente economico (pensione o eredità), se non per un omicidio, almeno per un occultamento di cadavere. Ma l’idea di un delitto non è ancora esclusa totalmente: solo i risultati degli esami tossicologici eseguiti insieme all’autopsia dal medico legale Giorgio Bolino potranno escludere o confermare una morte violenta.
Nel loro stringato comunicato, a una settimana dal ritrovamento del corpo, gli inquirenti parlavano di “morte per insufficienza cardiorespiratoria”. Una dizione generica. Perfettamente adeguabile a diverse situazioni e dinamiche del decesso. Adatta, quindi, all’attuale clima di incertezza. In attesa di risposte sicure non solo sulle cause della morte, ma anche sul periodo. Un fatto è chiaro: il corpo, in quelle condizioni, avrebbe potuto conservarsi ancora per anni. E forse già da anni era nel fondo di quel congelatore. Il medico legale che per primo analizzò il cadavere avrebbe detto che Rossana era morta almeno da 12 mesi. Aleggia il sospetto che si trovasse lì perfino dal 2009. Perché nonostante gli appelli dei giornali e di “Chi l’ha visto?” per cercare testimoni della sua esistenza in vita, Rossana Bramante comincia a essere un fantasma dal momento del suo trasferimento da Castelnuovo di Porto (Roma) a Ronciglione. Che avviene, appunto, nel 2009: a inizio aprile Rossana fa richiesta di residenza; a fine aprile è già cittadina ronciglionese.
Si sa che nessuno, nella palazzina di via dell’ospedale consorziale, l’aveva mai vista. Né i condomini, né il padrone dell’appartamento in cui viveva Ivo Bramante. Da solo, a detta del proprietario, che gli sentì nominare solo una volta la sorella, cieca assoluta e ospite in un istituto di suore. Ma Bramante non ricordava quale. Il suo stesso interrogatorio davanti al pm Fabrizio Tucci è stato una lunga sequela di “non ricordo”, ogni qualvolta gli si nominava Rossana o il congelatore.
A Ronciglione l’anziana è arrivata sicuramente. Resta da capire se viva e per quanto. O addirittura già morta.
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