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Ronciglione - Donna nel congelatore - Negativi gli esami tossicologici sull'anziana - Si attende l'autopsia

Rossana Bramante non è stata avvelenata

di Stefania Moretti
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Rossana Bramante

Rossana Bramante

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore 

Ronciglione – Esami tossicologici negativi.

Rossana Bramante, la donna trovata morta dentro un congelatore, non è stata avvelenata. Né intossicata da farmaci o altre sostanze che, in teoria, potevano averla uccisa. In pratica, torna al punto di partenza l’indagine sul decesso della 79enne originaria di Castelnuovo di Porto.

Morta per cause naturali. Oppure no.
Che l’anziana sia stata infilata in un sacco di plastica, poi nel congelatore già morta – per vecchiaia o malore – è stata la prima ipotesi della procura.

Sul corpo di Rossana non ci sono ferite. Non sarebbe stata aggredita. Ma scartare una morte violenta non significa escludere l’omicidio. Piuttosto, va chiarita una lunga serie di punti oscuri: Rossana è stata maltrattata? Abbandonata? Qualora emergesse sarebbe omicidio. Omicidio per conseguenza di altro reato. Eventualmente, abbandono di incapace o maltrattamenti, nel caso in cui affiorasse uno stato di incuria così grave da provocare la morte.

Svanita nel nulla per anni senza che nessuno se ne accorgesse, Rossana Bramante ricompare a febbraio nel fondo di quel congelatore a pozzetto, nel garage della casa davanti all’ospedale di Ronciglione.

In quell’elegante palazzina ha vissuto fino all’estate scorsa il fratello Ivo Bramante, pittore 82enne. Unico indagato per occultamento di cadavere.

A due mesi dalla scoperta shock del cadavere, manca solo un tassello: l’autopsia. Decisiva per capire se c’è dell’altro o se Bramante si sia limitato a nascondere il corpo della sorella minore già morta. Sarà l’ultimo sigillo su un’indagine finora tenuta sotto chiave dal pm Fabrizio Tucci e dai carabinieri di Ronciglione, che nulla hanno lasciato trapelare.

Ivo Bramante prende in affitto l’appartamento in via dell’ospedale consorziale nel 2009, al suo arrivo a Ronciglione. Anche Rossana si trasferisce nella Tuscia da Castelnuovo di Porto: esiste una sua richiesta di residenza datata primi di aprile 2009. Alla fine dello stesso mese, l’anziana risulta stabilmente residente a Ronciglione. Ma dove? In quell’ex villa dirimpetto all’ospedale, divisa in più appartamenti, nessuno l’ha vista. Né i condomini, né il padrone di casa, che viene a sapere da Ivo dell’esistenza di Rossana: “Dipingo un quadro per mia sorella – gli avrebbe detto una volta -. E’ ricoverata in un istituto di suore”. Ma è anche possibile che l’anziana fosse nella stanza accanto. O forse già nel congelatore.

Il silenzio scioccato di un intero paese che dice di non ricordarsi di quella signora è spezzato da un’unica voce: in realtà c’è una persona che ha notato Rossana nei pressi dell’ospedale almeno tre anni fa, in una delle sue rarissime uscite.

Formalmente, quella donna così sola, cieca assoluta almeno dal 1987, è un fantasma per sette anni. Nel 2010 il primo tentativo di consegnarle la tessera elettorale va a vuoto. Dal 2011 la polizia locale bussa di casa in casa per il censimento; nel 2012 anche alla porta di Ivo Bramante, che dichiarerebbe di vivere da solo. Nel 2014 Rossana viene cancellata dalle liste anagrafiche perché irreperibile.

L’ultima novità riguarda il 2013: è in quell’anno che Bramante compra il congelatore a pozzetto in un negozio a Ronciglione. La domanda è elementare: che bisogno ha di un congelatore così grande un anziano che vive solo? Che sia stato comprato per diventare la tomba di Rossana e, quindi, subito dopo la sua morte, databile nel 2013? 

Un altro punto sembrerebbe assodato: a riscuotere la pensione della donna sarebbe stato proprio il fratello Ivo. Almeno fino a luglio dell’anno scorso, quando ha lasciato l’appartamento per andare in casa di cura. Il suo (ex) amministratore di sostegno, una giovane donna incinta, aveva appena disdetto il contratto d’affitto e stava sgomberando l’abitazione, congelatore compreso, quando dal pozzetto è sbucata una mano di donna da una busta. La mano di Rossana. Il rompicapo di Ronciglione iniziava così.

Stefania Moretti 


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28 aprile, 2016

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