– “L’Afesopsit (Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia) ha più volte fatto presenti le gravi disfunzioni e criticità del servizio di salute mentale. Ma tutto è stato ignorato dalla Regione Lazio, comprese le richieste di incontro. La situazione è grave, cosa si aspetta a intervenire?”. E’ quanto chiede il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Parroncini, che sul tema ha presentato un’apposita interrogazione.
“Blocco del turn over, precariato, carenza di strutture e mancanza di personale (neuropsichiatri, psicologi, fisioterapisti, logopedisti, educatori) al servizio psichiatrico diagnosi e cura, depotenziamento e tagli al Sert: ormai – dice Parroncini – è urgente risolvere questi problemi”.
Ecco la foto della situazione.
Dipartimento salute mentale. “Il personale di ruolo e precario è di 128 unità, ma i parametri del progetto obiettivo indicano la necessità di 72 unità in più. E il precariato mette seriamente in discussione il fattore di stabilità relazionale che dovrebbe esistere fra paziente e operatore”.
Neuropsichiatria infantile. “Anche in questo caso a fronte di circa 1.500 utenti – continua Parroncini – la dotazione di personale risulta fortemente difforme agli standard previsti dal progetto obiettivo: mancano 2 neuropsichiatri, l’assenza di psicologi è quasi totale, mancano anche 3 fisioterapisti, almeno 7 logopedisti e di circa 12 educatori”.
Sert. “A fronte di un’utenza di 3.677 persone, con una crescita che si attesta attorno al 12 per cento annuo, risultano tagliate le risorse regionali per il centro diurno a media soglia di Viterbo ed è stata chiusa la sede di Ronciglione per mancanza di personale. A ciò si aggiunge lo stato di degrado di molti locali, fra cui Tarquinia e Montefiascone”.
Unità operativa semplice interdistrettuale disabile adulto. “Il servizio – spiega ancora il consigliere regionale del Pd – dovrebbe basarsi sulla stretta collaborazione fra l’unità centrale e 5 equipe distrettuali, che risultano perlopiù virtuali. Sempre a causa della mancanza di personale (mancate sostituzioni e mancato rispetto delle previsioni organiche) l’attività è gravemente compressa e inficiata, con una capacità di presa in carico dei pazienti molto inferiore alla domanda: si stima il 7 per cento degli aventi necessità”.
A fronte di tutto questo, che si configura come “una vera e propria riduzione della soglia di civiltà”, ora Parroncini chiede al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, di “ripristinare condizioni assistenziali accettabili, in particolar modo – conclude – restituendo diritti ai pazienti e funzionalità operativa e dignità professionale agli operatori”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY