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Viterbo - Digos - Ai domiciliari ragazzi tra i 20 e i 27 anni - Due indagati a piede libero - L'aggressione a fine febbraio in pieno centro storico - La dirigente Monia Morelli: "Ferocia inaudita, la vittima lasciata esanime in un lago di sangue"

Studente pestato e preso a cinghiate, 4 arresti

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Viterbo - Studente pestato e preso a cinghiate

Viterbo – Studente pestato e preso a cinghiate

Viterbo - Studente pestato e preso a cinghiate

Viterbo – Studente pestato e preso a cinghiate

Viterbo - Studente pestato e preso a cinghiate

Viterbo – Studente pestato e preso a cinghiate

La conferenza stampa in Questura

La conferenza stampa in Questura

Il questore Lorenzo Suraci e la dirigente della Digos Monia Morelli

Il questore Lorenzo Suraci e la dirigente della Digos Monia Morelli

Viterbo – Massacrato di botte nel centro storico. Pestato e preso a cinghiate, dopo una rissa in piena notte.
Sono quattro i giovanissimi arrestati, questa mattina dagli agenti della Digos di Monia Morelli, per la violenta aggressione di fine febbraio nei pressi di un locale tra via Valle Piatta e via del Ganfione. Vittima uno studente 25enne di Viterbo.

Video: La feroce aggressione – Viterbo, studente massacrato in centro: “Ferocia inaudita”

Gli arrestati, che hanno tutti tra i 20 e i 27 anni (uno è ancora uno studente liceale, gli altri operai), sono ai domiciliari su disposizione del gip Savina Poli. Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Fabrizio Tucci, vedono anche due indagati a piede libero. L’accusa è di lesioni gravissime, in concorso.

Futili i motivi del pestaggio, avvenuto intorno alle 2,30 di sabato 25 febbraio nei pressi di un locale del centro storico. Gli aggressori avrebbero cercato di entrare a tutti i costi nel locale, dove erano in corso i festeggiamenti per tre lauree, durante il periodo di Carnevale. Gli sarebbe però stato impedito da chi era all’interno, una centinaio di persone. Ne è così nata una lite, che è poi sfociata in una violenta rissa.

La vittima, uno studente universitario, sarebbe stata prima accerchiata da nove giovani, poi massacrata di calci e pugni alla testa e all’addome. Infine la raffica di cinghiate. Trasportato in ospedale, ne ha avuto per cinquanta giorni. Trauma cranico e rottura del naso, le ferite.

La Digos è riuscita a risalire ai sei aggressori (quattro ai domiciliari e due a piede libero) grazie alle telecamere di videosorvegliaza e all’ascolto di testimoni. Escluso il movente politico, inizialmente ipotizzato.

“E’ stata un’aggressione violentissima – spiega la dirigente della Digos, Monia Morelli -. La vittima è stata lasciata esanime a terra, in un lago di sangue. Contro di lui si sono scagliati in nove, con una violenza inaudita. Ne abbiamo identificato sei, grazie alle telecamere di sorveglianza, e alcuni sono già noti alle forze di polizia. Uno, in particolare, ha avuto precedenti per fatti analoghi”.

E’ grazie ai video delle telecamere, oltre all’ascolto di alcuni testimoni, che gli agenti della Digos sono riusciti a ricostruire la dinamica del pestaggio. “E’ nato tutto per motivi futili – sottolinea Morelli -. La vittima è stata accerchiata e ripetutamente riempita con calci e pugni, con una ferocia inaudita. Contro di lui, come un bastone, una spada, è stato usato anche il tergicristallo di un’auto. Poi è stato preso a cinghiate. Come se non bastasse, quando il primo gruppo si è allontano, ne è arrivato un secondo formato da tre giovani, che hanno sferrato una serie di calci alla vittima per poi allontanarsi velocemente”.

Un’indagine complessa, ma risolta in pochi mesi. Lo sottolinea il questore Lorenzo Suraci. “La videosorveglianza è importantissima, e in questo caso è stata fondamentale. Un caso risolto in breve tempo, come tutti quelli di cui ci siamo occupati. La nostra attenzione resta alta, e i colpevoli di questa feroce aggressione saranno colpiti anche da provvedimenti firmati dal questore”.


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14 giugno, 2017

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